FOGGIA – Nessun tentativo di riscrivere la storia dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, ma la necessità di guardare al futuro con una nuova classe dirigente. È il messaggio lanciato dal consigliere comunale Giuseppe Mainiero, che interviene nel dibattito nato attorno all’iniziativa di alcuni esponenti del centrodestra intenzionati a proporre una rilettura della vicenda che portò allo scioglimento del Consiglio comunale nel 2021.
Secondo Mainiero, è legittimo aprire una riflessione sulla normativa che disciplina lo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, ma «ben altra cosa è utilizzare quella riflessione per costruire una riabilitazione postuma di una stagione politica conclusasi nel peggiore dei modi».
Il consigliere sottolinea come il decreto di scioglimento del 6 agosto 2021, la relazione prefettizia e le successive pronunce della giustizia amministrativa rappresentino atti ufficiali che non possono essere cancellati o ridimensionati attraverso nuove letture politiche.
Mainiero ricorda inoltre che lo scioglimento non costituisce una sentenza penale nei confronti di un’intera coalizione politica, ma una misura amministrativa preventiva fondata su elementi ritenuti idonei a compromettere il corretto funzionamento dell’ente. Allo stesso tempo, invita a non minimizzare quanto accaduto.
Nel suo intervento richiama anche un episodio personale: l’affissione di manifesti funebri intimidatori subita nell’ottobre del 2014, quando era capogruppo di Fratelli d’Italia e svolgeva attività di controllo sulla gestione della riscossione dei tributi comunali. Un fatto che, a suo giudizio, dimostrerebbe come all’interno della stessa maggioranza vi fossero amministratori impegnati a contrastare situazioni opache.
Mainiero ricorda inoltre che il Tar del Lazio, con la sentenza del 2 ottobre 2024, ha confermato la legittimità dello scioglimento del Comune di Foggia, mentre il successivo ricorso al Consiglio di Stato è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse. Per questo, sostiene, non è corretto affermare che il provvedimento sia stato smentito dalla magistratura amministrativa.
Il consigliere affronta anche il tema della diversa applicazione della normativa in altri contesti, citando i casi di Roma e Bari, dove le commissioni di accesso non hanno prodotto lo scioglimento dell’intero Consiglio comunale. Una disparità che, secondo Mainiero, merita un confronto sul piano legislativo, ma che «non può diventare un alibi per negare quanto accaduto a Foggia».
Nella parte finale della nota, l’esponente politico richiama il ruolo della politica nella selezione della classe dirigente, sostenendo che i partiti debbano assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza attendere l’esito definitivo dei procedimenti giudiziari.
Per Mainiero, il centrodestra ha già pagato un prezzo politico elevato per quella stagione amministrativa e non può permettersi di tornare indietro riproponendo uomini e logiche del passato. «Il compito del centrodestra – afferma – non è assolvere il passato, ma costruire il futuro».
Da qui il rilancio di un progetto politico che definisce “Un’altra Foggia”, fondato su legalità, trasparenza, competenza e apertura alle migliori energie della città, come alternativa sia all’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo sia alle esperienze amministrative che hanno preceduto lo scioglimento del Comune.
«Non è più il tempo delle strategie di riabilitazione – conclude Mainiero – ma quello della verità, della responsabilità e di un cambiamento autentico».
