FOGGIA – Il futuro del servizio di facilitazione digitale del Comune di Foggia approda in Consiglio comunale. Il prossimo 28 ottobre sarà discussa la mozione promossa dal consigliere Antonio De Sabato, capogruppo di Progetto Concittadino Foggia, per garantire la prosecuzione delle attività, attualmente finanziate con risorse regionali in scadenza il 15 novembre. La mozione è stata inserita come punto aggiuntivo all’ordine del giorno, dopo una specifica richiesta alla Presidenza del Consiglio comunale. L’obiettivo è sollecitare l’Amministrazione a individuare urgentemente i fondi necessari per assicurare la continuità del servizio e salvaguardare le professionalità impegnate nell’assistenza ai cittadini.
Il servizio rappresenta un supporto concreto per chi incontra difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali e nell’accesso alle procedure online: dalla richiesta dello SPID all’attivazione della Carta d’identità elettronica, dalle iscrizioni alla mensa scolastica alle domande per il bonus libri e la Disability Card. A essere maggiormente esposti al rischio di esclusione sono anziani, persone con disabilità e famiglie fragili, che spesso non dispongono delle competenze o dell’aiuto necessario per completare le procedure telematiche. Un’interruzione del servizio, secondo De Sabato, rischierebbe di rendere più difficile l’accesso a prestazioni e diritti essenziali. «Non stiamo chiedendo di finanziare un servizio accessorio, ma di non interrompere un presidio di inclusione sociale, di prossimità e di accesso ai diritti», sottolinea il consigliere, che ringrazia i colleghi firmatari della mozione e quanti hanno sostenuto la richiesta di inserirla all’ordine del giorno.
Il 28 ottobre il Consiglio comunale sarà quindi chiamato a esprimersi sulla necessità di garantire la prosecuzione del servizio oltre la scadenza dei fondi regionali. «Non basta parlare di digitalizzazione, innovazione e inclusione se poi lasciamo soli proprio coloro che hanno maggiormente bisogno di essere accompagnati», conclude De Sabato. «È una questione di civiltà. Il bene comune non si dice. Si fa».
