Foggia, CNA incontra i consiglieri regionali

FOGGIA – Si è svolto a Foggia il primo incontro ufficiale di CNA Foggia con i consiglieri regionali eletti della provincia di Foggia, dedicato ai temi dell’artigianato e dello sviluppo delle piccole e medie imprese della Capitanata, in relazione alla nuova legge regionale di settore.

L’iniziativa, promossa nell’ambito dell’Assemblea Provinciale CNA Foggia dal titolo “Capitanata 2030: il nuovo ciclo politico e il futuro dell’artigianato”, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra istituzioni e mondo produttivo locale.

All’incontro hanno partecipato Grazia Maria Starace e Giulio Scapato, entrambi eletti nella lista “De Caro Presidente”, insieme a Giannicola De Leonardis per Fratelli d’Italia. Nel corso di un dibattito serrato con imprenditori e artigiani presenti, i consiglieri hanno manifestato apertura e disponibilità nei confronti della piccola impresa artigiana, aprendo un credito politico finalizzato all’avvio di un percorso stabile di dialogo. L’obiettivo condiviso è stato quello di lavorare allo snellimento burocratico e alla costruzione di opportunità concrete attraverso bandi, progetti e strumenti utili alla realizzazione di strutture d’impresa più solide, capaci di sostenere la ripresa del settore in Capitanata.

Ad aprire i lavori è stata la relazione del presidente di CNA Foggia, Antonio Nunziante, che ha tracciato un quadro approfondito del contesto economico e produttivo.

Nunziante ha evidenziato come il contesto globale sia stato caratterizzato da una crescita stabile, attorno al 3,2%, ma insufficiente a proteggere famiglie e territori. Il potere d’acquisto ha continuato a ridursi e, anche in Italia, il PNRR ha rappresentato la leva principale per affrontare criticità strutturali quali la bassa produttività, i divari territoriali, le difficoltà nella ricerca e nell’innovazione e il persistente gap infrastrutturale che ha penalizzato soprattutto il Mezzogiorno.

All’interno di questo quadro complesso, la provincia di Foggia ha comunque mostrato segnali incoraggianti. Il tessuto imprenditoriale è cresciuto dello 0,70%, superando le medie regionale e nazionale. Al 30 giugno 2025, il sistema economico provinciale è risultato dinamico, con oltre 23.000 imprese agricole, quasi 16.000 nei servizi, altrettante nel commercio, più di 7.000 nelle costruzioni e quasi 4.000 nella manifattura.

A questi dati si è aggiunta una bilancia commerciale tornata positiva per circa 8 milioni di euro, che ha corretto saldi negativi che duravano da anni. Anche il mercato del lavoro ha confermato una tendenza moderatamente positiva: circa il 64% delle assunzioni previste è provenuto dai servizi, mentre il manifatturiero ha coperto il restante 36%. In particolare, l’81% delle assunzioni è stato generato da imprese con meno di 50 dipendenti.

Secondo il presidente di CNA Foggia, questi elementi hanno restituito un messaggio chiaro: sono state le piccole imprese a sostenere l’occupazione, l’economia e la coesione sociale della provincia.

Accanto agli aspetti positivi, Nunziante ha richiamato l’attenzione sulle criticità. Il mondo dell’artigianato in Capitanata ha vissuto un ridimensionamento significativo: dalle oltre 11.000 imprese del 2009 si è scesi a poco più di 8.000, con una perdita di circa 3.000 aziende, accelerata soprattutto negli ultimi tre anni. Il comparto manifatturiero è risultato il più colpito, penalizzato dalla difficoltà di innovare e dall’assenza di distretti produttivi strutturati, che ha scaricato i costi dell’innovazione su singole imprese, spesso troppo piccole per sostenerli autonomamente.

Questo processo ha determinato la perdita di importanti pezzi della storia produttiva locale, come il settore del mobile di San Severo, il distretto della pietra di Apricena mai realmente decollato e un comparto agroalimentare che ha continuato a trasformare solo una parte limitata di quanto prodotto dall’agricoltura.

Anche la distribuzione territoriale delle imprese ha evidenziato squilibri rilevanti: mentre i servizi sono cresciuti nei principali centri urbani della provincia, si è assistito a una contrazione nei comuni interni, contribuendo alla desertificazione economica dei Monti Dauni.

Nel suo intervento, il presidente Nunziante ha ribadito la necessità di dare piena attuazione agli strumenti già previsti dalla legislazione regionale, dalla normativa sull’artigianato alle botteghe scuola, dalle disposizioni sui maestri artigiani alle norme sulle attività storiche, fino all’istituzione dei CATA. Particolare rilievo è stato attribuito alla predisposizione del Piano Triennale per lo Sviluppo dell’Artigianato, previsto dalla legge regionale, e al rafforzamento degli strumenti di agevolazione dedicati al comparto.

È stata inoltre sottolineata l’importanza di sostenere reti e consorzi, di investire nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) per ridurre i costi energetici e rafforzare l’economia circolare, e di valorizzare il comparto agroalimentare anche attraverso politiche turistiche mirate, come quelle legate alle Vie del Grano.

Il messaggio conclusivo è stato chiaro: l’artigianato ha rappresentato un patrimonio fondamentale per l’Italia e ancor più per la provincia di Foggia e ha avuto bisogno di ascolto, dialogo e sostegno, non per difendere il passato, ma per costruire il futuro delle imprese e del territorio.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate ad Antonio Trombetta, segretario provinciale di CNA Foggia, che ha ribadito come artigiani e piccole imprese abbiano avuto un bisogno urgente di una programmazione precisa e incisiva. Trombetta ha sottolineato che il tempo dell’improvvisazione e di uno sviluppo disgregato è terminato e che la Capitanata ha avuto bisogno di una progettazione concreta, sostenuta da incentivi mirati, da una fiscalità agevolata e da percorsi seri e qualificati di formazione.

Un confronto aperto e responsabile che ha segnato l’avvio di un dialogo strutturato sul futuro dell’artigianato e della piccola impresa in Capitanata.

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