Foggia celebra San Basilide: omaggio alla Polizia Penitenziaria tra servizio e umanità

Nella chiesa di San Domenico autorità e personale riuniti per la festa del Patrono

Si è svolta questa mattina, presso la chiesa di San Domenico a Foggia, la celebrazione in onore di San Basilide, patrono della Polizia Penitenziaria. L’iniziativa, promossa dalla Casa Circondariale di Foggia, ha visto la partecipazione di uomini e donne del Corpo, autorità civili e militari, personale dell’Amministrazione Penitenziaria, volontari, operatori e rappresentanti della comunità.

A presiedere la celebrazione è stato don Fernando Escobar, che nell’omelia ha richiamato la figura di San Basilide, soldato romano capace di riconoscere l’umanità di una donna condannata a morte. “Non guardò l’etichetta del condannato, ma la persona – ha ricordato –. Il carcere è luogo di sofferenza, ma anche contesto in cui si manifesta l’umanità più fragile. La vera forza non sta nelle catene, ma nell’umanità”.

Nel suo intervento, il comandante Claudio Ronci ha ringraziato tutto il personale della Polizia Penitenziaria, il personale civile, i volontari e le famiglie degli appartenenti al Corpo, “sempre accanto, con discrezione e sacrificio, a chi svolge un servizio delicato per lo Stato”. Richiamando San Basilide come modello, ha ribadito che “servizio significa verità, correttezza, lealtà e orgoglio di appartenere a un Corpo che ogni giorno opera per proteggere la comunità”, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione e dell’equilibrio tra sicurezza, legalità e funzione rieducativa della pena.

A chiudere la celebrazione è stato il direttore Michele De Nichilo, che ha definito la festa di San Basilide “un momento importante per rafforzare il senso di comunità e la consapevolezza del lavoro svolto quotidianamente nell’istituto”. Pur nella complessità della realtà carceraria foggiana, segnata da emergenze e criticità, “l’istituto non si è mai arreso al cinismo né all’indifferenza”, ha sottolineato, esprimendo gratitudine al personale e alle famiglie per l’impegno spesso invisibile all’esterno.

La celebrazione ha rappresentato un’occasione per riconoscere il valore profondo del lavoro della Polizia Penitenziaria: un servizio essenziale per la collettività che richiede competenza, equilibrio, senso dello Stato e la capacità di coniugare sicurezza e attenzione costante alla dimensione umana.

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