FOGGIA – Si accende il dibattito politico dopo la bocciatura, nella seduta del Consiglio comunale del 16 marzo, dell’emendamento presentato dal consigliere Nunzio Angiola, finalizzato a rafforzare le iniziative legate alla memoria di Giovanni Panunzio e a risolvere alcune questioni ancora aperte.
Il documento puntava a intervenire su diversi aspetti: dalla sede inagibile dell’associazione dedicata all’imprenditore ucciso dalla mafia, alla riqualificazione della “piastra” a lui intitolata, fino al destino del bene confiscato in località Salice Nuovo. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza, mentre ha ottenuto il voto favorevole delle opposizioni e dei consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Dura la reazione di Angiola, che ha commentato la decisione definendola “una scelta politica precisa e sbagliata”. Secondo il consigliere, si tratta di un segnale grave: “Si è deciso di voltare le spalle a un simbolo autentico dell’antimafia sociale a Foggia. Non c’era nulla da interpretare, c’era solo da scegliere. E qualcuno ha scelto male”.
Nel mirino anche il metodo: “Non è ammissibile – sottolinea – che un emendamento venga bocciato solo perché proposto dall’opposizione. Questo non è confronto democratico, ma chiusura e arroganza istituzionale”.
Per Angiola, su temi come la memoria e la lotta alla criminalità organizzata non dovrebbero esistere divisioni politiche: “Quando prevalgono logiche di schieramento si colpisce la credibilità delle istituzioni e si manda un messaggio devastante alla città”.
Il consigliere conclude ribadendo il proprio impegno: “Continueremo a stare dalla parte della memoria, della dignità e della lotta vera alle mafie. Senza ambiguità. Dalla parte di Giovanni Panunzio”.
