FOGGIA – Arturo Brachetti sabato e domenica scorsi ha incantato il pubblico del Teatro Giordano Foggia con il suo one man show “Solo – The Legend of quick-change”, alla sua nona stagione e già ammirato da un milione di spettatori nel mondo, uno straordinario viaggio sospeso in uno spazio senza tempo: nella storia del celebre trasformista e, parallelamente, in quella di ognuno di noi.
Accanto ai numeri di quick-change, lo spettacolo ha intrecciato altre discipline in cui l’istrionico e travolgente artista eccelle: grandi classici come ombre cinesi e chapeaugraphie, alternati a novità come la poetica sand painting e il magnetico raggio laser. Impossibile restare indifferenti, mentre Brachetti apriva idealmente le porte di una casa segreta, in cui ogni stanza racconta un aspetto del nostro essere e gli oggetti della quotidianità prendono vita: un luogo in cui reale e surreale si confondono, e dove verità e finzione, magia e realtà convivono senza confini e l’unico limite è la fantasia. Dai personaggi delle serie tv più celebri alle icone della musica pop, passando per favole e sfide in stile Matrix tra luci e laser, lo spettacolo è stato un assolo travolgente, emozionante e sorprendente. Sicuramente destinato a rimanere impresso nella memoria degli spettatori, uno dei picchi della stagione di prosa allestita dall’amministrazione comunale e da Puglia Culture che spazia tra proposte differenti accomunate da qualità, talento, voglia e capacità di stupire e far riflettere.
