Rapine ed estorsioni a Foggia: arrestati appartenenti al clan “Moretti-Pellegrino-Lanza”

Arrestati soggetti appartenenti alla batteria "Moretti-Pellegrino-Lanza"

Foggia Reporter

Alle prime luci dell’alba di ieri gli Agenti della Questura e i Carabinieri di Foggia hanno dato esecuzione a una vasta operazione di polizia giudiziaria nei riguardi dei responsabili di gravi reati. L’operazione ha preso il nome di “Chorus 2“.

Arrestati quattro soggetti appartenenti alla batteria “Moretti-Pellegrino-Lanza”. Si tratta di Albanese Giuseppe, la moglie Micaletti Maria Assunta, Salerno Angelo e la moglie Micaletti Valentina, tutti arrestati per il reato di rapina aggravata in concorso. In particolare Albanese Giuseppe è considerato elemento di spicco del citato gruppo criminale.

I quattro arresti sono il risultato di un’attività diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribubale di Foggia e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo, relativa ad uno specifico episodio emerso durante l’ampia indagine denominata “La Decima Azione“, che ha consentito di arrestare ben trenta persone lo scorso novembre.

Albanese, all’epoca era sottoposto al regime degli arresti domiciliari e vantava un credito di natura illecita nei confronti della sua vittima. Risulta che a saldo di tale debito avesse preteso da quest’ultima la consegna di uno scooter Yamaha T Max. A seguito del rifiuto di consegnare lo scooter l’uomo aveva dato precise indicazioni ai complici, moglie e coniugi Salerno- Micaletti, di recarsi dalla vittima per impossessarsi del mezzo con la forza.

Albanese aveva preteso la consegna immediata dello scooter Yamaha T Max, minacciando pesantemente il malcapitato che, in caso contrario sarebbe andato lui in persona a riscuotere il dovuto, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari.

In quella circostanza i militari hanno effettuato una serie di perquisizioni locali e personali nei confronti degli indagati, recuperando lo scooter, che in quella circostanza era nella disponibilità di Salerno.

L’indagine si è conclusa con l’applicazione della custodia cautelare in carcere per Albanese e degli arresti domiciliari per i restanti tre complici.