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Foggia, “rischio” 5G: interrogazione di Forza Italia. È giallo su una lettera di Wind

Si accende anche a Foggia il dibattito sul 5G con i consiglieri di Forza Italia che, tramite un’interrogazione, chiedono quale sia la posizione dell’amministrazione comunale rispetto alla nuova tecnologia che sta dividendo il mondo.

Mentre il dibattito politico è in corso, una lettera da parte di WindTre spa arriva a Palazzo di Città per comunicare l’eventuale “upgrade” degli impianti già esistenti.

In assenza di una univoca visione sugli effetti del 5G, intanto, la linea ultramoderna che permetterà una connessione superveloce divide l’opinione pubblica mentre, in Capitanata, sono diversi i sindaci che vietano l’installazione di nuove antenne sui propri territori.

La connessione di quinta generazione spaventa molti cittadini, riunitisi in appositi comitati spontanei, poiché non vi sarebbero evidenze sulla portata dei potenziali danni alla salute: tra legittime preoccupazioni e teorie del complotto il dibattito è caldo.

Ad Apricena, Lucera e Torremaggiore i sindaci hanno firmato delle ordinanze molto chiare: nessuna antenna fino a quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità non dichiarerà “pulita” la nuova formula di connessione.

Al contrario, diversi esperti, contattati da Foggiareporter, hanno evidenziato rischi minimi o addirittura nulli rispetto alla nuova tecnologia, che sembra ricalcare tutte le resistenze già montate sull’utilizzo del wi-fi, del 3G e 4G.

In quest’ottica si inserisce anche l’interrogazione promossa dal consigliere comunale di Forza Italia Pasquale Rignanese e firmata anche dai colleghi berlusconiani Di Mauro, Di Pasqua e Iacovangelo.

Il gruppo azzurro chiede al sindaco Franco Landella “se sono già state presentate, e se si in quali zone e località, e/o autorizzate richieste d’installazione di reti per la tecnologia 5G nel Comune di Foggia.

Se non ritenga di doversi astenere dall’autorizzare l’installazione sulla nostra città della tecnologia 5G che potrebbe comportare l’aumento delle emissioni dei campi elettromagnetici e delle radiofrequenze rischiose in particolare per i bambini, le donne incinte, i neonati, gli anziani, i malati, i portatori di protesi e pacemaker, almeno fin quando non vi saranno precise garanzie scientifiche che attestino la compatibilità con l’incolumità fisica delle persone e la sicurezza di tutto l’ambiente del Comune di Foggia”.

In effetti, una lettera di WindTre spa è realmente giunta a Palazzo di Città lo scorso 26 marzo. Non c’è specifico riferimento al 5G, ma nella missiva si parla di “eventuali modifiche” ed “eventuale upgrade”.

Al momento, infatti, la società ha avviato una ricerca su 8 punti del territorio comunale ed inoltre ha tracciato una mappa di ben 34 antenne già esistenti come oggetto di intervento di upgrade.

Impianti upgrade

Come si esplichi questo “upgrade” non è dato sapere. Gli uffici comunali, pur contattati, non chiariscono se effettivamente ci si trovi di fronte ad una sperimentazione 5G. Così come la parte politica – assessori in primis – si dicono totalmente esclusi da questo procedimento.

La lettera del 26 marzo a firma del responsabile del gruppo telefonico WindTre, Angela Martemucci, inviata al Comune di Foggia, non aiuta a fare chiarezza.

“Si fa presente altresì, che, in virtù degli accordi tra la scrivente società ed altri operatori del settore, gli impianti attivi potranno essere oggetto di eventuali modifiche, nel rispetto delle normative vigenti”, è il passaggio fondamentale.

Che questa “implementazione” voglia significare 5G non è di certo automatico, considerata il black out di informazioni sul punto.

L’interrogazione dei consiglieri di Forza Italia servirà di certo a fare chiarezza. 

Redazione

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