FOGGIA – A pochi giorni dalla scadenza del PNRR, la Flai Cgil Puglia denuncia il mancato utilizzo delle risorse destinate all’agricoltura, con appena il 10% dei fondi effettivamente spesi.
Nel mirino del sindacato soprattutto il ritardo negli interventi per superare i ghetti dei braccianti agricoli, come Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, nonostante i 114 milioni di euro stanziati per contrastare caporalato ed emarginazione abitativa.
«Non si può parlare di dignità del lavoro se i luoghi simbolo dello sfruttamento restano immutati», afferma il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio.
A quasi dieci anni dalla legge 199/2016 contro il caporalato, il sindacato evidenzia inoltre la mancata piena operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità e chiede alle Prefetture di sollecitare l’INPS affinché vengano convocate le sezioni territoriali.
Preoccupano anche i dati sui controlli: nel 2025 in agricoltura sono state effettuate solo 10.044 ispezioni su oltre 130 mila complessive. Secondo la Flai, circa 240 mila lavoratori agricoli operano con contratti irregolari e il tasso di irregolarità rilevato nelle ispezioni raggiunge il 64,8%.
«Non siamo più di fronte a un’emergenza, ma a un sistema strutturato che va smantellato con controlli efficaci e una presenza più forte dello Stato», conclude Ligorio.
