FOGGIA – In una lettera aperta, l’attivista anticorruzione Leonardo Ferrante richiama la città di Foggia a fare i conti con la propria storia, a 31 anni dall’omicidio di Francesco Marcone.
Ferrante sottolinea come quella ferita non sia mai stata davvero sanata e come la città sia rimasta a lungo in silenzio, incapace di affrontare fino in fondo quella tragedia. Per l’attivista, Foggia potrà rialzarsi solo riconciliandosi con il proprio passato, senza cercare alibi o paragoni con altre realtà.
La memoria, spiega, deve tradursi in impegno concreto: nella lotta alla corruzione, nella tutela di chi denuncia e nella costruzione di una comunità più consapevole e responsabile, anche attraverso l’esperienza di Libera.
Il messaggio finale è un appello collettivo: “ricucire” la città, trasformando il ricordo in azione e responsabilità condivisa.
