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I mitici Manhattan Transfer al Giordano in Jazz

Il 12 dicembre nella splendida cornice del Teatro Umberto Giordano di Foggia, unica tappa italiana di THE MANHATTAN TRANSFER. Momento storico per la rassegna Giordano in jazz winter edition 2016, promossa dal Comune di Foggia, in collaborazione con Moody Jazz Cafè, che ospita la più grande band vocale della musica moderna.

Si terrà lunedì 12 dicembre 2016, sul palco del Teatro Giordano di Foggia, l’unica data italiana di “The Manhattan Transfer”. Lo straordinario appuntamento, inserito all’interno della rassegna Giordano in Jazz Winter Edition 2016, già sold-out a pochi giorni dalla messa in vendita dei biglietti.

Un altro tassello importante nella costruzione del brand “Giordano in Jazz”, che da oltre due anni costituisce un appuntamento di prestigio nel panorama nazionale ed internazionale dedicato al genere, e sta riposizionando Foggia nell’immaginario collettivo del pubblico, come luogo votato alla sperimentazione nel campo del jazz.
L’evento assume un valore miliare all’interno dell’offerta culturale del capoluogo dauno, tanto più se si considera il fatto che sarà l’unica tappa Italiana di un gruppo che ha segnato la storia della musica contemporanea. Da sottolineare, inoltre, che, in occasione del concerto foggiano, i 4 vocalist faranno un dono all’interno pubblico italiano, con una parte di spettacolo che verrà svelata solo la sera del 12 dicembre.

THE MANHATTAN TRANSFER è unanimemente considerato uno gruppi vocali più
significativi e longevi della storia della musica moderna.
Fondato nel 1969 da Tim Hauser insieme alla cantante Laurel Massé.
Il nome del gruppo deriva dal titolo del romanzo Manhattan Transfer pubblicato nel 1925 dallo scrittore statunitense John Dos Passos e dedicato alla New York degli anni venti, durante la cosiddetta era del jazz.
Il primo album del gruppo, del 1971, s’intitolò Jukin’ e fu un discreto successo. Qualche settimana dopo, Hauser incontrò ad un party Janis Siegel (Brooklyn, New York 1952) e, sebbene ella facesse parte di un altro gruppo musicale, la convinse ad entrare a far parte del suo.
Dopo qualche tempo, Hauser conobbe il talento artistico di Alan Paul (Newark, New Jersey 23 novembre 1949), in quel periodo tra i protagonisti a Broadway del celebre musical Grease. Quando Alan Paul accettò di far parte del gruppo di Hauser, I Manhattan Transfer erano finalmente una band vera. La band inizialmente si occupò prevalentemente di riproporre classici del jazz degli anni 40. La loro cover del 1977 di Chanson d’amour, arrivò al primo posto per tre settimane nel Regno Unito e per due settimane in Norvegia.

La scalata al successo iniziò con l’album del 1975 The Manhattan Transfer, anche se fu un successo soprattutto europeo. I successivi Coming Out (album) (1976), Pastiche (1978) e The Manhattan Transfer Live (1978) ottennero ancora un buon successo. Nel 1978 Laurel Massè ebbe un gravissimo incidente stradale e decise di lasciare il gruppo (successivamente avrebbe ricominciato a cantare, ottenendo un buon successo da solista).
La Massè fu sostituita dalla voce di Cheryl Bentyne (1954), di Seattle.

Nel 1979, con l’album Extension, il gruppo raggiunse il definitivo successo, ribadito dal successivo Mecca for Moderns del 1981. Un approccio più jazzistico si rivelò in Bodies and Souls del 1983 e fu ancora più marcato nei due lavori successivi, Vocalese e Bop Doo Wopp del 1985. Vocalese fu candidato ai Grammy Awards in ben 12 categorie, primato superato solo da Thriller di Michael Jackson.

Del 1987 fu l’album Brasil che ebbe un successo mondiale di grande rilevanza. Nel 1992, il gruppo tentò una revisione del proprio stile con l’album The Offbeat Of Avenues. Sono seguiti, poi, numerosi album live, raccolte ed alcuni successi come Tonin’ del 1995, Swing del 1997 e, soprattutto, Vibrate del 2004.
Dal 1998 fanno parte della Vocal Group Hall of Fame.

Il 16 ottobre 2014 il fondatore Tim Hauser muore per arresto cardiaco. Al suo posto di basso e baritono si esibisce quindi Trist Curless, che aveva sostituito Hauser già nel 2013 fino ai primi mesi dell’anno successivo.

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