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Il Club per l’UNESCO e il Circolo Unione di Lucera celebrano la Giornata mondiale dei Diritti dell’uomo 2016

Il 10 dicembre ricorre l’anniversario della proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani. La dichiarazione, firmata a Parigi nel il 10.12.1948, sancisce, come si legge nel primo articolo del testo, che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

La Giornata è uno degli eventi di punta nel calendario delle Nazioni Unite ed è onorata in tutto il mondo con conferenze, mostre, concerti ed altri eventi culturali riguardanti l’argomento dei diritti umani. Inoltre, in questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia: a New York viene assegnato il premio quinquennale delle Nazioni Unite per i diritti umani e ad Oslo, il premio Nobel per la pace.

Nell’ambito della Giornata mondiale dei diritti dell’uomo, sabato 10 dicembre 2016, alle ore 18.30, il Club per l’UNESCO di Lucera organizza al Circolo Unione un convegno dal titolo: “I diritti dell’uomo nel mondo contemporaneo”. Dopo il saluti dei presidenti dei sue sodalizi lucerini, arch. Carmine Altobelli e on. Vincenzo Bizzarri, Relatori della serata saranno il prof. Daniele Coduti, professore aggregato di Diritto costituzionale all’Università di Foggia, che affronterà il tema: “I diritti dell’uomo, nozione ed evoluzione” e la prof.ssa Francesca Rosa, professore associato di Diritto pubblico comparato all’Università di Foggia, che esporrà l’argomento: “Il sistema multilivello dei diritti dell’uomo”.

Nonostante i richiami di organizzazioni e agenzie internazionali, oggi più che mai i diritti umani sono disattesi in molti paesi in balia di conflitti e crisi umanitarie. In diversi altri stati, inoltre, è ancora ammessa e praticata impunemente la pena di morte. E non serve andare tanto lontano dalle nostre città, visto che anche in Italia ampie fasce di popolazione corrono il rischio di violazioni dei diritti.
Da qui l’esortazione, anche attraverso queste celebrazioni, a dare corso a una reale politica dell’accoglienza che faccia cessare le immani tragedie in atto.

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