Elisoccorso a Foggia: l’Anac invia le carte in Procura, 10 anni di proroghe sospette

FOGGIA – Un terremoto giudiziario e amministrativo scuote la sanità pugliese. Come rivelato e approfondito da La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha trasmesso gli atti della sua indagine alla Procura della Repubblica di Foggia, accendendo i riflettori su una fitta rete di presunti illeciti legati all’appalto dell’elisoccorso integrato nel 118 della Capitanata. Al centro dell’inchiesta ci sono ben dieci anni di proroghe continuative concesse alla società che gestisce il servizio, con l’ipotesi investigativa di una gara originaria pesantemente alterata. L’appalto in questione, dal valore complessivo di circa 50 milioni di euro, risulta di fatto bloccato dal 2016. Secondo quanto rilevato dall’Anac e riportato dalla Gazzetta, la procedura iniziale per l’assegnazione del servizio sarebbe sospettata di manipolazione per favorire il gestore uscente, la società foggiana Alidaunia. Invece di procedere a una nuova e trasparente assegnazione tramite bando pubblico, la macchina amministrativa ha proceduto per un decennio a colpi di proroghe. Una prassi che l’Anticorruzione ha giudicato illegittima, ravvisando gli estremi per l’intervento dei magistrati. Le reazioni della politica non si sono fatte attendere. Dalla Regione Puglia è arrivata un’immediata ammissione dei gravissimi ritardi accumulati nella gestione della stazione appaltante. Fonti regionali fanno sapere che gli uffici sono al lavoro per sbrogliare la complessa matassa giuridica e far ripartire una nuova gara d’appalto. Tuttavia, la stessa amministrazione frena gli entusiasmi: la transizione non sarà immediata e i tempi per sbloccare la nuova procedura non si preannunciano brevi.

Nel frattempo, la Procura di Foggia esaminerà i dossier inviati dall’Anac per accertare le responsabilità penali e amministrative di quello che si profila come uno dei più grandi scandali legati ai servizi d’emergenza della regione.

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