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La battaglia del grano

Dopo un periodo nero per il settore cerealicolo nel quale il prezzo del grano ha raggiunto minimi storici , da un mese a questa parte e grazie ad una serie di fattori si è assistiti ad un innalzamento degli indici delle borse merci di settore dovute a diversi fattori ma che non soddisfano ancora i produttori.

L’estate per la tradizione agricola e in particolar modo per la tradizione cerealicola è una stagione di fondamentale importanza perché finalmente,dopo un anno di lavoro e sacrifici, si assiste al  raccolto dei  frutti e chiaramente  si aspetta  che non ne siano pochi.  Se gli altri anni il raccolto non era redditizio a causa delle scarse produzioni dovute,principalmente, alle impreviste variazioni della stagione primaverile quest’anno le variazioni che non hanno fatto contenti i produttori di grano e che ne hanno lasciati molti sul lastrico sono arrivati direttamente dalle rispettive borse merci ( i cui indici sono il principale mezzo ai quali i produttori si rifanno in sede di vendita).

Il calo vertiginoso del prezzo ( che ha scatenato non poche proteste soprattutto nel territorio di Capitanata) è dovuto innanzitutto  alla sempre maggiore importazione in Italia di grano proveniente da Ucraina, Russia, Australia e principalmente dal Canada ( in particolar modo quello di quest’ultima dalla dubbia qualità dovuta alla presenza di glifosato) ed ai rispettivi  prezzi competitivi (molto,rispetto a quelli italiani) che ha indotto la maggior parte dei produttori di derivati (principalmente grandi pastifici) ad acquistarlo . Le reazioni sono provenute più dai singoli che dalle organizzazioni di categoria.

Un notevole passo in avanti nell’ottica della tutela del consumatore  e del produttore(di grano) è stato fatto grazie alla formazione nella maggior parte dei territori del Sud Italia ( anche a Foggia) dell’associazione “Granosalus” : verrà gradualmente imposto ai produttori di pasta di indicare l’origine della materia prima con le relative caratteristiche come gli agenti chimici contenuto in esso in modo che possa essere tutelato sia il consumatore che il grano italiano,il quale, a differenza di quello proveniente principalmente dal Canada( che matura superficialmente sviluppando microtossine e funghi) cresce naturalmente alla luce del sole.

Con un occhio alla politica la deputata foggiana del PD Colomba Mongiello( vicepresidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sui fenomeni della contraffazione) ha messo in luce l’emendamento sul D.L. in materia fiscale ,da lei proposto, che proporrebbe dei contributi in caso di nuovi tipi di polizza a copertura dei rischi derivanti dalla variabilità del ricavo aziendale nel settore agricolo. Ancora più recente è la promessa da parte dell’attuale governo di una legge in arrivo da Bruxelles che obbligherà tutti i  pastifici a garantire l’etichetta di tracciabilità  del prodotto.

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