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Industria alimentare, Puglia al 4° posto in Italia

Indagine di Anticimex, in base ai dati di InfoCamere-Movimprese e dati interni: Puglia al 4° posto in Italia con 4.832 imprese attive nel settore dell’industria alimentare

Indagine di Anticimex, in base ai dati di InfoCamere-Movimprese e dati interni: Puglia al 4° posto in Italia con 4.832 imprese attive nel settore dell’industria alimentare

Negli ultimi sette anni, dal 2010 al 2017, l’industria manifatturiera pugliese ha registrato un calo del numero di imprese attive (circa -13,8%), ma la crisi non ha interessato i settori che sono stati in grado di reagire, ed uno di questi è proprio quello alimentare: dallo scorso anno le imprese attive nell’industria alimentare in Puglia sono 4.832 (-0,6% sul 2016 e +1,3% sul 2010), pari al 18,9% sul totale industria della regione, un dato che ha permesso alla Puglia di posizionarsi al 4° posto in Italia. Settore, quello alimentare, in cui l’attenzione verso il consumatore è sempre più alta: aumentano gli interventi di controllo e monitoraggio dei roditori (+6%), responsabili di causare danni alle aziende e problemi di salute ai consumatori, mentre cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa più stringente e all’uso di nuove tecnologie.

La panoramica delle province

Lo scorso anno si è registrato il più alto numero di aziende dell’industria alimentare su territorio nazionale: 1.946 imprese attive nella provincia di Bari (-1,3% sul 2016), 940 nella provincia di Lecce (+1,2%), 902 nella provincia di Foggia (-0,3%), 541 nella provincia di Taranto (-0,2%) e 503 in quella di Brindisi (-2,3%).

Secondo l’analisi di Anticimex le aziende alimentari pugliesi rivolgono maggiore attenzione sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale: sono un esempio gli interventi eseguiti contro i roditori, portatori di malattie e responsabili della perdita di prodotto, dei danni agli impianti e di reputazione, che sono aumentati del +6% rispetto all’anno precedente. Sul fronte igienico le imprese più virtuose sono quelle della provincia di Bari +9%, Foggia +9% e Brindisi +8%, mentre gli interventi sono in leggero calo a Taranto e Lecce.

Le nuove tecnologie contro i roditori

In crescita anche le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie, per il +25% sul 2016: dato notevole dal momento che queste permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante attraverso sistemi che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, comunicando i dati sull’attività in tempo reale: una valida soluzione per tenere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima riducendo i danni.

Valeria Paradiso
Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia. Crediti: Anticimex Italia

“Negli ultimi anni il settore alimentare ha confermato il suo ruolo strategico per il Paese, ponendo sempre più la salute del consumatore al centro della propria filiera. Questo grazie a una normativa più stringente che non solo obbliga le aziende ad adottare un metodo di autocontrollo per identificare e neutralizzare i rischi possibili durante la produzione di un alimento, tra cui la presenza di infestanti, ma ha anche regolamentato l’uso dei prodotti chimici facendo in modo che vengano utilizzati solo se strettamente necessari ed in maniera mirata. A questo si aggiungono le nuove tecnologie che hanno un ruolo chiave per ridurre l’uso di questi prodotti, con un notevole vantaggio per la salute e per l’ambiente” – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia.

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