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Cresce l’export made in Italy: il successo dovuto ai settori dell’automazione meccanica, moda, design e alimentare

Il made in Italy attrae sempre più gente: questo è il risultato emerso da uno studio condotto dalla Cgia di Mestre, secondo cui il trend dei prodotti italiani promette davvero grandi cose nei mesi a venire.

Il made in Italy attrae sempre più gente: questo è il risultato emerso da uno studio condotto dalla Cgia di Mestre, secondo cui il trend dei prodotti italiani non solo è in continua ascesa dal 2009, ma promette davvero grandi cose nei mesi a venire. Questa grande fiducia nei confronti dei prodotti made in Italy deriva innanzitutto dall’enorme giro d’affari di 122 miliardi di euro, considerando solamente il saldo positivo del 2015. Ma la cosa che sorprende è che l’Italia non è più famosa come il Paese ‘della pizza e del mandolino’: i prodotti made in Italy che vanno per la maggiore nel settore dell’export, oltre all’alimentare DOP, sono anche l’abbigliamento di moda (da anni un’autentica eccellenza tricolore), l’arredamento di design, i vini e persino l’automazione meccanica. Quest’ultima molto importante per sottolineare la competitività tecnologica a livello ingegneristico delle nostre aziende.

Le opportunità per i giovani

Il successo dell’export del made in Italy ha un’importanza che va ben oltre il mero guadagno economico nell’immediato, in quanto rappresenta un motivo per augurare alle attuali generazioni un futuro professionale migliore e ricco di opportunità da cogliere al volo. Analizzando gli attuali trend, i giovani possono combattere la disoccupazione cercando una posizione lavorativa in alcuni dei settori più ‘in’: che si tratti dell’agricoltura 2.0, della moda o dell’arredamento di design, le occasioni per trovare il proprio posto nel mercato del lavoro non mancano di certo.

L’importanza di una specializzazione congrua

Scelto il settore, bisogna necessariamente entrare nell’ottica di specializzarsi, per potersi dotare delle competenze e dei titoli necessari per essere attrattivi agli occhi delle aziende che, ricordiamolo, cercano sempre le figure più valide ed intraprendenti. Ad esempio, per approfittare delle opportunità fornite dal settore dell’automazione meccanica, i giovani possono pensare di specializzarsi in questo campo conseguendo una laurea magistrale in ingegneria elettronica della nota Unicusano, che offre sbocchi lavorativi per le industrie dell’automazione e della robotica, come anche per le industrie ad alta tecnologia come trasporti ed aeronautica. Una soluzione che permette di far combaciare un percorso accademico con uno più pratico, visto che in questo settore riuscire a maturare esperienza sul campo è fondamentale. Studiando online si avranno maggiori possibilità di trovare nel frattempo stage e corsi di formazione paralleli che permetteranno di avere una preparazione a 360°.

Il merito del saldo positivo dell’export? Delle PMI

Stando a quanto dichiarato da Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, il saldo positivo davvero ampio dell’export dei prodotti made in Italy è stato, innanzitutto, merito dell’impegno e della crescita delle nostre piccole e medie aziende. Il motivo alla base di questa crescita sarebbe da identificare nella volontà delle PMI di evolversi, di specializzarsi e di rispettare tutte le tradizioni dei territori dello Stivale: cultura e innovazione, infatti, vanno di pari passo e sono entrambe fondamentali per non perdere terreno nei confronti dei competitor più all’avanguardia, ma anche per differenziarsi vendendo prodotti che nessuno al mondo è in grado di eguagliare.

I dati della Cgia nello specifico

Secondo il rapporto stilato dalla Cgia, il saldo positivo di 122 miliardi di euro è stato raggiunto grazie soprattutto al settore tessile (con oltre 17 miliardi di euro), ai prodotti in metallo (11 miliardi di euro), all’arredamento (7 miliardi di euro) e agli apparecchi elettronici (6,5 miliardi di euro). La palma di miglior settore italiano va all’esportazione di macchinari, con un introito di circa 49 miliardi di euro.

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