I genitori di Donato chiedono giustizia: ‘Chi sa qualcosa parli’

Facciamo cadere quel velo di omertà

Foggia Reporter

L’8 maggio di quest’anno si spegneva il giovane Donato Monopoli, uscito per una serata spensierata con gli amici e mai più ritornato a casa tra l’affetto dei suoi cari. Donato è stato picchiato mentre si trovava nel noto locale ‘Le Stelle’.

I genitori chiedono l’aiuto di chi ha visto qualcosa ma, evidentemente, non ha ancora parlato. L’appello arriva dalla pagina Facebook “Giustizia per Donato” ed è firmato da suo papà.

Noi lo condividiamo con i nostri lettori, nella speranza che questo velo di omertà possa presto cadere.

“ORA BASTA . Lo scorso anno ,precisamente il 6 ottobre 2018, nostro figlio,in compagnia di altri tre amici,si è recato nella vicina Foggia per trascorrere una serata in un locale chiamato le stelle.

Doveva essere una serata universitaria di divertimento e spensieratezza tra amici,ma si è trasformata in un incubo perché nostro figlio è stato brutalmente picchiato da altri ragazzi.

Immediata è stata la corsa presso l’ospedale riuniti di Foggia, dove è stato comunicato il repentino trasferimento presso il nosocomio di San Giovanni Rotondo dove Donato ha subito due delicatissimi interventi alla testa,nostro figlio è rimasto in terapia intensiva legato a dei tubi,per 7 lunghissimi mesi durante i quali abbiamo vissuto momenti infernali dovuti ai suoi costanti cambiamenti e peggioramenti di salute, accompagnati da altri vitali interventi 7 lunghi mesi ad aspettare e sperare in un miracolo, ma purtroppo è arrivato quel maledetto 8 maggio 2019,giorno in cui Donato ha deciso che era stanco di lottare per la sua Vita.

Ho provato a racchiudere in pochissime righe quello che è capitato a nostro figlio,ma il vero motivo che mi ha spinto a scrivere è un altro: la giustizia che non abbiamo ancora ottenuto.

Adesso ci sentiamo un po soli nel combattere questa battaglia che , al momento mi sembra sia stata dimenticata dal tempo.

Noi Crediamo nella Giustizia. Spero che Donato abbia la possibilità di avere l’unica cosa che ormai possiamo offrirgli La GIUSTIZIA. Ora abbiamo bisogno di tutti voi!”