Cultura e territorio

Don Luigi Orione: il Beato Fondatore dei Sacerdoti dell’Incoronata

Prete delle vocazioni e della povera gente, San Luigi Orione era ardentemente animato da un' incrollabile fedeltà e devozione alla Santa Chiesa di Roma e al Papa, in quanto manifestazione della dolcezza di Dio sulla Terra.

La Chiesa nella giornata di oggi, 12 Marzo 2020, proprio nel giorno in cui ricorre la sua scomparsa, verificatasi precisamente 80 anni fa, non può far a meno di ricordare Don Luigi Orione, il Sacerdote che per sua ammirevole e profonda vocazione dedicò tutta la sua vita al sacerdozio dei più giovani, alla carità, agli orfani e ai poveri.

Suscitare vocazioni alla vita sacerdotale per le istituzioni d’Italia e dell’estero, infatti, fu il supremo anelito di Don Orione. Egli andava in giro per l’Italia convintamente alla ricerca di giovani che fossero pieni d’amore per Dio e desiderosi di sacrificarsi per prostrare un incessante fede al sacerdozio.

Molte sono le citazioni riconducibili al Santo che, più di molte centinaia di volumi dei suoi tempi, hanno fatto la storia e segnato fortemente il credo religioso dei fedeli e di molti degli operatori della Chiesa. Tra queste vi è la frase che dice “I poveri sono i nostri padroni e noi i loro servi” che fra tutte meglio probabilmente esprime l’intenso sentimento di devozione di Don Luigi, applicato poi peraltro durante la sua vita sacerdotale, attraverso una moltitudine di opere di bene.

Per Don Orione il sacerdozio si doveva necessariamente ed inequivocabilmente concretizzare mettendosi al servizio degli altri, in particolar modo dei più umili, perchè era tra loro che si nascondeva il volto di Cristo. Trasmettere le fede, per Don Orione, ha rappresentato un immancabile missione, per lui fondamentale per tutto quanto il corso della sua vita. Vita che doveva farsi esempio di quell’amore cristiano di cui si è fatto sempre pieno portavoce e che per vocazione venne spesa nella divulgazione della fede, trasmessa come si trasmette una fiaccola sempre accesa.

Luigi Orione nasce a Pontecurone, in Piemonte, il 23 Giugno del 1872, figlio di Carolina Feltri e Vittorio. Il nido familiare ed il fervido credo religioso della madre, devotissima alla Madonna, diventano per il piccolo Luigi il primo germe per la sua futura vocazione, che lo avrebbe portato a devolvere la propria vita ad un’amorosa passione verso Dio e gli uomini.

La sua vocazione è sofferta e irrobustita nel sacrificio, da Voghera presso i Frati Minori (1885-86), a Torino presso Don Bosco (1886-89), sino al Seminario di Tortona (1889-93).

Ancora chierico, il 3 luglio del 1892, dà vita ad un oratorio festivo per la gioventù, intitolato a San Luigi. Nel 1893, inoltre, grazie alla disponibilità di un generoso laico, il quale mise a disposizione gli spaziosi locali della sua abitazione, Don orione contribuì ad aprire un collegetto per fanciulli poveri, nominato “Il Piccolo Cottolengo”, che subito fu frequentato da ragazzi orfani e disabili provenienti da Genova, che necessitavano di un sicuro riparo dalle insidie del Secondo Conflitto Mondiale, che stava nel frattempo mettendo in ginocchio l’Italia.

Mosso dalla sua “anima di fuoco”, animata cioè dal fuoco ardente di una fede incrollabile, egli intraprende una fervidissima preparazione al ministero sacerdotale. Così, il 13 Aprile del 1895, Luigi Orione diventa Sacerdote.

Dalle vicende religiose e politico-sociali di quegli anni, egli trae stimoli per agire per la salvezza dei fanciulli orfani, privi di mezzi e abbandonati, incominciando ad istituire rifugi di pace per i più poveri, provati dalla fame e dalla miseria e ai tribolati nel fisico.

Si occupa, pertanto, di fondare e portare avanti “La piccola opera della Divina Provvidenza” e assume come sua missione religiosa la redenzione sociale degli umili e dei poveri, inculcando loro fedeltà alla Chiesa e al Papa.

Così come affermò Paolo VI per riuscire a descrivere l’indole della straordinaria vocazione del Santo:“Papa e poveri sono stati un unico amore per Don Orione. E’ passato, nella storia religiosa della prima metà di questo secolo, come colui che ha intuito ed espresso, in forme originali ed ardite, il rapporto Cristo-poveri.”

“Gettiamoci tra i figli del popolo; trasciniamo sulle vie del bene la giovane generazione.” – Don Luigi Orione

Don Luigi Orione rappresentò una figura sacerdotale moderna per i suoi tempi che proclamava la carità come scopo di vita e allo stesso tempo come risposta e soluzione alle lotte apocalittiche del mondo, percepito da tutti come un uomo dall’anima speciale, uno spirito singolare, un Santo.

Di lui esiste una vastissima bibliografia e periodicamente escono pubblicati molti stampati, riviste, quaderni di spiritualità, libri che lo riguardano, lo analizzano in tutti i suoi aspetti e che parlano del suo vasto operato religioso.

La sua azione caritativa passò anche attraverso la scuola, le colonie agricole, gli artigianati, le scuole professionali, le Case di Carità ed, in particolare, ai Piccolo Cottolengo.

Si può affermare che se San Giovanni Bosco fu l’esempio per l’educazione dei ragazzi, San Luigi Orione fu l’esempio dell’epoca per le opere di carità.

“Sono alimentato e condotto dal soffio di speranze immortali e rinnovatrici.” – Don Luigi Orione

Domenica 26 Ottobre del 1980, in Piazza San Pietro in Roma, a conclusione del V sinodo mondiale dei Vescovi sulla “famiglia” e alla presenza dell’intero episcopato polacco, il papa proclama Beato Don Luigi Orione. Dopodichè, il 16 Maggio del 2004, nella data in cui ogni anno viene ricordato dalla sua Congregazione e dalla diocesi di Milano, venne definitivamente proclamato Santo da Giovanni Paolo II.

Nel 1939, nonostante fosse stato colpito da una gravissima crisi cardiaca, non rallenta il suo slancio caritativo. La sera del 12 di Marzo del 1940, in San Remo, l’anima di fuoco di Don Orione si spense tra le braccia del Signore.

Dal 1° Aprile 1950 la cura spirituale del Santuario dell’Incoronata è affidata ai suoi Sacerdoti.

Facciata dell’antico Santuario dell’Incoronata.

Non sappiamo con certezza se Don Orione abbia visitato o meno il vecchio Santuario dell’Incoronata, ma di certo è risaputo che egli sia passato in Puglia per tenere una conferenza presso il Seminario Pontificio di Molfetta.

Senza dubbio, però, egli rivive all’Incoronata nell’opera dei suoi Figli che per trent’anni vi hanno lavorato. Tra i “pionieri” è doveroso ricordare Don Giuseppe Callegari, che fu assai caro a Don Orione.

Infine, non si riesce, con esattezza, a descrivere l’importanza che l’Opera sociale e spirituale di Don Orione, come da sempre è così chiamato, ha rappresentato nel contesto umano, prima con le conseguenze di disastri naturali e poi con i disastri provocati dalla follia umana delle due Guerre Mondiali.

Noemi Di Leva

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