Dichiarazioni del Sindaco Bonito sull’ordinanza della tendopoli di via Candela: è bufera politica a Cerignola

Le parole del primo cittadino a " Fuori dal Coro" sulla mancata applicazione del provvedimento del 23 settembre scatenano le reazioni. Dalla maggioranza all'opposizione, piovono critiche sul metodo e sul merito

Non si placano le polemiche a Cerignola dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Francesco Bonito alla trasmissione nazionale “ Fuori dal Coro” in merito all’ordinanza di sgombero della tendopoli di via Candela.

Il primo cittadino, che lo scorso 23 settembre aveva firmato il provvedimento di sgombero dell’insediamento occupato dai lavoratori stagionali, ha affermato in diretta tv di non voler procedere con l’esecuzione dell’ordinanza, aggiungendo che l’eventuale riproporsi del fenomeno dell’abusivismo sarà “un problema del mio successore“.

Parole che hanno immediatamente innescato una reazione a catena nel panorama politico cittadino.

La prima a prendere le distanze è stata la presidente del Consiglio comunale, Sabina Ditommaso, espressione della stessa maggioranza di governo. Ditommaso ha definito le affermazioni del sindaco “una posizione politica assunta autonomamente, senza un preventivo confronto con i consiglieri”, denunciando un metodo ormai costante in cui la maggioranza sarebbe chiamata solo a prendere atto di decisioni già comunicate pubblicamente.

Dall’opposizione, l’attacco è ancora più frontale. Tra i banchi dell’opposizione il consigliere Nicola Netti ha bollato il primo cittadino come “il peggior bluff della storia politica cerignolana“, puntando il dito sull’incoerenza tra l’ordinanza firmata e le dichiarazioni successive.

A sollevare una questione di legittimità amministrativa è invece il coordinatore cittadino di Forza Italia Carlo Dercole, che ha chiesto un intervento di verifica da parte del Prefetto. Al centro della richiesta, la mancata esecuzione di un’ordinanza sindacale ancora formalmente valida, per la quale – secondo Dercole – è necessario un controllo sulla regolarità dell’azione amministrativa.

Tra difesa del ruolo del Consiglio, accuse di improvvisazione politica e richiami al rispetto delle ordinanze, il caso di via Candela si conferma così non più solo un’emergenza sociale e igienico-sanitaria, ma il terreno su cui si gioca oggi la traballante tenuta politica dell’Amministrazione Bonito.

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