Home»Cultura e territorio»Teresa Principato a Foggia incontra gli studenti per porre fine ad una società “deserto di valori”

Teresa Principato a Foggia incontra gli studenti per porre fine ad una società “deserto di valori”

Si è svolto oggi il primo incontro del Festival della Ricerca e dell’Innovazione che ha visto protagonisti importanti esponenti della lotta alla mafia, uniti per trasmettere l’importanza di denunciare chi distrugge il nostro territorio con l’illegalità.

Teresa Principato, Sostituto Procuratore della Procura di Palermo, che da anni coordina le indagini per porre fine alla latitanza della “primula rossa” Matteo Messina Denaro, è stata ospite oggi a Foggia, nel Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Foggia, nel corso del Festival della Ricerca e dell’Innovazione, coordinato dal prof. Cristoforo Pomara. Un vera e propria festa contro i nemici della civiltà e della città, una denuncia sociale, un esperimento che terminerà sabato, al Teatro Comunale Umberto Giordano, con il Premio Nobel per l’Economia 2001 Michael Spence.

Un incontro per dire alla mafia: «giù le mani dalla nostra città», si apre così l’appuntamento di oggi, che ha visto moltissimi partecipanti, studenti dei licei, dei vari dipartimenti, stampa, istituzioni civili e religiose, uniti tutti contro un nemico comune: l’illegalità. Indispensabile e coinvolgente l’introduzione del Rettore dell’Università di Foggia, il prof. Maurizio Ricci, che sottolinea quanto sia importante donare ai ragazzi il diritto alla cultura, un diritto essenziale per combattere la criminalità e per invitare al coraggio.

«La società di oggi è un deserto di valori», queste le parole dure di Teresa Principato, costretta a vivere da trent’anni con la scorta, una donna forte, che ha scelto una strada difficile ma coraggiosa, improntata sulla legalità e sulla giustizia, che respinge qualsiasi forma di indifferenza. «Io mi occupo della cattura di Matteo Messina Denaro, e il fascino che esercita questa figura da più di vent’anni latitante, sulle donne e sugli uomini, che farebbero a gara per aiutarlo, è incredibile, perché è una figura negativa, è colui che si contrappone allo Stato», afferma inorridita la Principato che continua poi il suo discorso sull’evoluzione del reclutamento mafioso, su come Cosa Nostra sia cambiata negli anni e sulla figura della donna nell’organizzazione mafiosa, in apparenza esclusa dai meccanismi ma in realtà agente attivo a tutti gli effetti.

Sono intervenuti, inoltre, Leonardo Leone De Castris Procuratore della Procura di Foggia, Gianluca Ursitti presidente della Camera Penale di Foggia, Francesco De Falco DDA Napoli, Vito Di Giorgio DDA Messina e Giuseppe Gatti DDA Bari, che ha posto l’accento sulla mafia foggiana, una mafia forte, senza scrupoli, nata negli anni ’80. Gatti ha spiegato come nel foggiano il vincolo di mafia e il vincolo di sangue siano spesso facce della stessa medaglia: «Qui la famiglia biologica e la mafia coincidono, a Foggia dal 2007 non ci sono collaboratori di giustizia, questo ci fa capire che si tratta di una mafia fa paura agli stessi mafiosi  ̶  e conclude con una forte constatazione  ̶  la potenza della mafia è dentro di noi, è nell’omertà e nell’indifferenza. Solo con la forza della partecipazione può essere combattuta». Il discorso del DDA Bari è stato seguito da un lungo e caloroso applauso, sintomo del sentimento che accomuna tutti: la voglia di vivere in un mondo migliore.

La manifestazione di oggi ha visto protagonisti gli studenti, che hanno partecipato attivamente all’incontro, ascoltando le testimonianze dei procuratori e riflettendo su quanto sia importante riconoscere l’esistenza di organizzazioni mafiose nel nostro territorio; gli studenti sono intervenuti facendo varie domande interessanti e soprattutto molto attuali, come, ad esempio, il ruolo che oggi hanno alcune famose serie TV, incentrate sul mondo mafioso, nel contesto sociale. Una domanda che ci fa riflettere e ci fa capire, ancora una volta, quanto la mafia sia radicata nel nostro quotidiano.

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