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U’ lampiunàre: prima dell’energia elettrica illuminava le nostre strade

C'era una volta la figura del lampionaio, ù’ lampiunàre in dialetto foggiano

Oggi l’illuminazione pubblica pervade la città di luce in ogni singolo quartiere, è veloce, diffusa e sufficiente a rendere luminose le strade. Un tempo, però, l’illuminazione era un affare assai più complicato e forse anche più poetico, era affidata infatti ad una singola persona che aveva il potere di schiarire le strade e le piazze quando il sole tramontava. C’era una volta la figura del lampionaio, ù’ lampiunàre in dialetto foggiano.

Ogni anno nascono moderne ed innovative professioni, nuove figure all’avanguardia che forse non avremmo mai immaginato prima e che ora sono richiestissime nel mercato del lavoro. Ci sono però delle professioni ormai scomparse e cadute nell’oblio che riemergono da vecchie foto ingiallite e dai racconti dei nonni.

Tra questi antichi mestieri oggi vogliamo parlarvi di uno molto particolare e perchè no, anche un po’ romantico, stiamo parlando del lampionaio, colui che ogni giorno, all’imbrunire, passava di palo in palo, munito di una lunga pertica, per attivare i lampioni, e ripassava poi all’alba per rispegnerli.

Un tempo i lampioni delle strade funzionavano ad olio o a gas ed era quindi essenziale la presenza di una persona che, per professione, provvedesse alla loro accensione appena il sole calava e ritornava a spegnerli alle prime luci dell’alba. Questa figura svolgeva un ruolo di fondamentale importanza per la comunità intera e grandi e piccini lo ammiravano affascinati.

Il ‘lampionaio’, quell’antico mestiere ormai scomparso

Siamo agli inizi dell’800 e Foggia inizia ad avere i suoi primi lampionai o lampionari. Tutti lo aspettavano con ansia, i grandi per continuare le loro faccende, gli studenti potevano continuare a studiare risparmiando le candele, e i più piccoli per continuare a giocare in strada senza aver paura del buio.

Questo professionista d’altri tempi si vestiva con una blusa turchina, una sopravveste e un berretto municipale. Lo si vedeva arrivare da lontano perchè portava con sè una lunga pertica, sulla quale era fissata una speciale lampada munita di gancio, detta lampada d’accenditore.

Senza portarsi dietro ingombranti scale di legno, il lampionaio, con questo lungo bastone riusciva ad aprire dal basso verso l’alto lo sportellino della lanterna, girare la chiavetta del gas e provocare così l’accensione del lampione.

Ma il lavoro del lampionaio non finiva qui. Ogni giorno, al sorgere del sole, tornava lungo le strade che aveva percorso la sera prima e spegneva ad uno ad uno i lampioni che aveva accuratamente acceso il giorno prima.

Questa nobile ed importante figura resistette anche all’avvento del gas illuminante poi, però, con la graduale diffusione dell’energia elettrica ebbe un progressivo declino, fino a quando, con la fine della Seconda Guerra Mondiale anche questa romantica figura, come tante altre, scomparve.

 

Fonte: Manganofoggia.it

 

 

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