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“Red River”: nei guai anche presidente e tecnico del Consorzio di Bonifica di Foggia

Nell'ambito dell'operazione "Red River", circa gli scarichi abusivi sulle coste pugliesi, sono finiti nei guai in cinque: tra questi c'è anche il Presidente e un responsabile del Consorzio di bonifica Capitanata di Foggia

In concomitanza con l’operazione “Red River”, dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari. arriva un plauso di Legambiente Puglia per il lavoro svolto dato che l’operazione ha portato al sequestro di una porzione del canale “Cinquemetri” nel Comune di Trinitapoli, tratto interessato da scarichi abusivi, in particolar modo trattasi di rifiuti speciali anche pericolosi. Altri sequestri, da parte dei Carabinieri, sono avvenuti in località Carmosina, a Margherita di Savoia, e riguarda una condotta abusiva realizzata a margine delle Saline, finalizzata allo scarico delle acque di produzione dal colore rosso mattone, unitamente ai fanghi di scarto accumulati nelle vasche.

Scarico, quest’ultimo, prontamente segnalato proprio da Legambiente Puglia lo scorso settembre: l’acqua, dal colore rossiccio, si presentava melmosa e dalla consistenza oleosa, nel Canale Carmosino a Margherita di Savoia. Per anni infatti è stato consentito lo scarico di sostanze inquinanti e della lavorazione del sale nell’area protetta della Salina di Margherita di Savoia, e così la zona della foce Carmosina si è trasformata in una distesa di melma oleosa e colorata di rosso.

Nei guai in cinque, c’è anche il Presidente e un responsabile del Consorzio di Bonifica di Foggia

Al termine dell’indagine dei carabinieri del Noe di Bari sono finite nei guai cinque persone: si tratta del presidente e del responsabile dell’area tecnica dell’Ati Sale Spa (Giacomo D’Alì Staiti e Antonio Valentino), del responsabile del settore Ambiente del Comune di Trinitapoli (Vincenzo Pergola) e del presidente e un responsabile tecnico del Consorzio di bonifica Capitanata di Foggia (Giuseppe De Filippo e Raffaele Fattibene).

“L’operazione Red River conferma che i nemici del mare non sono solo i depuratori mal funzionanti ma anche gli scarichi illegali e fuori legge. È importante, come sosteniamo da tempo con la campagna di Goletta Verde, monitorare fiumi, torrenti e canali il cui inquinamento viene dato per scontato perché non balneabili, ma non per questo meno importanti dal punto di vista ambientale” – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

L’operazione è cominciata questa estate e ben sette campionamenti su ventinove, eseguiti lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, sono risultati fuori dai limiti di legge: di questi poi sono cinque quelli fortemente inquinati. Nel mirino del controllo ci sono canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati; è il caso della foce del torrente Candelaro a Manfredonia, foce Canale Reale a Carovigno, foce canale contrada Posticeddu, sul litorale Apani, a Brindisi, presso il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo, e a Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone, tutti punti risultati fortemente inquinati.

Stea: “Vertice con rappresentanti delle istituzioni”

L’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea, ha annunciato in una nota la convocazione di un vertice incentrato sulla bonifica e messa in sicurezza dell’area di Trinitapoli e Margherita di Savoia, nella provincia Barletta-Andria-Trani: “Un vertice con i rappresentanti delle istituzioni, enti locali, forze dell’Ordine e tecnici, affinché al fianco delle sacrosante indagini della magistratura e dei Carabinieri del Noe – che ringrazio per la continua attività a tutela dell’ambiente – ci si possa attivare immediatamente per la bonifica e messa in sicurezza dell’intera area. Una zona umida che vanta un ecosistema unico, perché rappresenta un habitat eccezionale atto ad ospitare una grande varietà e quantità di uccelli acquatici migratori. Ricordo che al fine della protezione ambientale la salina ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali. Ed è compito fondamentale dell’assessorato che mi è stato affidato svolgere una continua attività a difesa di queste oasi naturalistiche che rappresentano patrimoni unici, ma che purtroppo entrano sovente nel mirino degli eco-criminali”.

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