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Il Premio Nobel Michael Spence ospite a Foggia per il Festival della Ricerca e dell’Innovazione

Un uomo brillante, uno dei più importanti economisti del mondo, oggi ha incontrato gli studenti di Foggia per affrontare temi importanti legati al futuro del nostro pianeta.

La giornata di oggi, che ha chiuso l’esperimento ben riuscito del Festival della Ricerca e dell’Innovazione, ha visto protagonista l’economista Premio Nobel per l’Economia (2001) Michael Spence, che attraverso l’impeccabile traduzione di Christhoper Williams, direttore del Centro Linguistico di Ateneo dell’Università di Foggia, è intervenuto sul tema delle economie possibili nel Terzo Millennio e sui flussi monetari del mondo sviluppato e no.

Il professore statunitense, che ha insegnato nelle più grandi e prestigiose università del mondo, è stato ospite per la prima volta in un’università del Sud Italia, un incontro importante, quindi, non solo per gli studenti ma per l’intera cittadinanza. Foggia ha accolto il Premio Nobel nel Teatro Comunale Umberto Giordano, fiore all’occhiello della città, che ha ospitato studenti di scuole superiori e di vari dipartimenti spinti dalla voglia e dalla curiosità di ascoltare un uomo brillante e, soprattutto, uno dei più influenti economisti viventi, che con disponibilità ha toccato temi difficili e delicati.

«Da una parte nutrivo sentimenti di gioia, ma dall’altra ovviamente di tristezza e dolore per quello che era successo», ricorda così Spence il giorno in cui ha ricevuto il più importante dei riconoscimenti, il 14 dicembre del 2001, tre mesi dopo il terribile attentato alle Torri Gemelle di New York, in un momento buio per la storia e in cui ci si interrogava sulla minaccia globale dell’integralismo islamico e sulle sue conseguenze nell’economia dei Paesi occidentali. Spence ha spiegato come l’America dopo l’11 settembre abbia visto una crescente disuguaglianza sia sociale che economica, che ha portato poi, inevitabilmente, alla crisi economica del 2008, che ha influito anche sull’economia dell’Europa occidentale.

Un altro tema importante affrontato oggi, è stato quello dei flussi migratori, tema che Spence aveva già affrontato, nel 2003, in un’intervista del “Washington Post”: «Ci sono molti studiosi che hanno ddetto da tempo che l’economia può essere incrementata attraverso i flussi migratori, perchè se i redditi delle persone sono determinati dai livelli di produttività, allora se i flussi migratori sono da zone povere a zone più sviluppate, queste persone avranno redditi maggiori e produrranno di più. Tuttavia il numero delle persone che emigrano deve essere giusto per i Paesi che ospitano, per essere integrate pienamente».

Tutt’altro che un serioso economista, si è lasciato andare anche ad alcune battute, ha scherzato con i ragazzi, ha risposto alle loro domande e ha parlato così dell’Italia: «L’Italia ha molto da offrire. Socialmene gli italiani sono un popolo felice, che vive in maniera equilibrata il lavoro e il tempo libero, a differenza di ciò che avviene negli Stati Uniti. E poi ci si sente ben accolti qui, perchè l’Italia è un Paese che sa accogliere».

Inevitabili le parole conclusive del Rettore dell’Università di Foggia, il prof. Maurizio Ricci, che ha donato al prestigioso ospite il sigillo dell’Università di Foggia e che con orgoglio ha ribadito l’importanza della presenza degli studenti, veri protagonisti di questo Festival, sui quali Foggia deve investire, perchè in una società della conoscenza, investire nella cultura è fondamentale per lo sviluppo civile, culturale, sociale ed economico.

 

 

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