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Pillole di storia foggiana: la vecchia stazione Ferroviaria

A cura di Ettore Braglia

La vecchia stazione Ferroviaria era distante circa un chilometro dal centro abitato era, nella seconda metà del XIX secolo, completamente isolata. Ampia, sormontata all’interno da una gran volta di vetri in telai di ferro che copriva con un’unica arcata tutto il fascio di binari allora in funzione. Il primo binario Foggia – Pescara fu impiantato il 21 ottobre 1861 ed il 5 agosto 1863 arrivò a Foggia il primo treno proveniente da Pescara. L’intero tronco fino ad Ancona fu aperto al pubblico il 25 aprile 1864. Il 29 maggio 1864 fu aperto il binario Foggia Barletta ed il 7 dicembre 1866 quello per Bovino. La rete di binari successivamente costruiti fece di Foggia uno dei nodi ferroviari più importanti del Mezzogiorno.

Una delle strutture più interessanti nella realtà foggiana era il centro ferroviario, considerato nella duplice funzione di nodo di più linee della rete nazionale e di sede di importanti officine e depositi. Essendo Foggia inserita nel sistema dei trasporti militari, aveva aggiunto altri motivi di considerazione a quelle strutture che diverranno anche oggetto dell’attenzione nemica. Alla popolazione civile era nota l’importanza della ferrovia a Foggia, di ferrovia vivevano tanti foggiani. Erano oltre 2000 i dipendenti dell’Amministrazione dei trasporti. Erano circa 2000 le famiglie, 7000 le persone, che avevano un legame stretto con le officine, i depositi, la stazione, il manuale rotabile. E quindi su questi argomenti a Foggia tutti sapevano tutto. Ce l’avevano nel sangue. Eppure il treno era arrivato per la prima volta a Foggia soltanto da 80 anni. La prima linea ferroviaria , la Pescara-Foggia-Bari, fu attivata all’inizio del 1865, a qualche mese di distanza dall’inaugurazione del fabbricato della stazione, nel 1868 entrava in esercizio la linea Foggia-Candela, che in un secondo momento veniva prolungata sino a Potenza. La linea Caserta-Benevento-Foggia ha tutto una sua storia. Voluta ardentemente dai Borboni, era stata fatta studiare ( secondo vari tracciati modificati nel tempo) prima da Ferdinando II e poi da Francesco II. Falliti i piani ferroviari dei due monarchi, toccò a Francesco II instaurare rapporti con vari aspiranti concessionari, ma le trattative, non prive di interessi economici concorrenziali, non raggiunsero un utile risultato. Con l’ arrivo di Garibaldi a Napoli, nel 1860, il quadro della situazione si modificò rapidamente. Soltanto 15 giorni dopo la fuga del sovrano di Napoli, venne tracciato dai piemontesi il piano di costruzione di linee ferroviarie nel Sud, che comprendeva anche la linea Napoli-Foggia, indispensabile per congiungere Tirreno e Adriatico. Garibaldi affidò la concessione della costruzione alla Società Adami e Lemmi non compromessa nelle precedenti trattative avviate dalla scomparsa monarchia. Difficoltà tecniche nell’attraversamento dell’Appennino consentirono di inaugurare l’importante linea soltanto 10 anni dopo, nel 1870 con essa la stazione di Foggia assumeva un ruolo di vero “nodo ferroviario” fra la linea nord-sud e quella ovest-est. Ma l’importanza storica della Benevento-Foggia è legata ad un altro evento che costituisce un primato: nel 1928, fu la prima linea “in condizioni di assoluta avanguardia mondiale” ad essere elettrificata con corrente continua a 3000 volts. Per la Benevento-Foggia venivano progettati e costruiti appositi locomotori elettrici, destinati a sostare tutti nel deposito capolinea di Foggia. Altro primato ferroviario gravitante nell’area di Foggia, era rappresentato dalla linea Foggia-Bari che consentiva grazie ad un tracciato quasi privo di curve e di dislivelli, la massima velocità raggiungibile da treni sull’intera rete nazionale.

A cura di Ettore Braglia

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