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Paolo Di Paolo fa innamorare Foggia con il suo ultimo romanzo “Una storia quasi solo d’amore”

Tra le migliori penne giovani italiane, Paolo Di Paolo è tornato a Foggia a distanza di alcuni anni per presentare un romanzo che ferma il tempo, lo intrappola in una dimensione unica e bellissima: la giovinezza.

Ieri, è tornato l’appuntamento con “Libri e Dialoghi”, iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia e dalla libreria Ubik, che in una giornata particolare, come la Festa della Repubblica, ancora una volta, ha regalato in Piazza Umberto Giordano, un momento magico. Questa volta protagonista dell’evento è stata una storia d’amore, o meglio Una storia quasi solo d’amore (Feltrinelli), l’ultimo lavoro del giovane scrittore romano Paolo Di Paolo.

Paolo di Paolo è tornato a Foggia, dopo esserci stato nel 2013 per la presentazione del suo fortunato romanzo Mandami tanta vita, e lo ha fatto questa volta presentare una storia d’amore, non banale, non solo d’amore, come spiega lui stesso conversando con il giornalista Nicola Perilli: «Una storia d’amore non è mai soltanto l’incontro tra due persone, è il paesaggio intorno, è la percezione di quel paesaggio da chi sta vivendo l’amore e poi tutto quello che accade e che fa da fondale».

Ha deciso di mettersi in gioco scrivendo del presente, affrontando temi importanti, come l’amore, la religione e la politica, raccontando una storia “ragazzo incontra ragazza”, in cui due ragazzi si innamorano ma devono fare i conti con i pregiudizi reciproci: Nino, è un attore poco più che ventenne, figlio del proprio tempo, individualista e razionalista. Teresa, ha quasi dieci anni più di lui, è adulta ormai e di un’altra generazione. Sono due mondi apparentemente incompatibili ma che si incontrano e iniziano a camminare nella stessa direzione, come succede spesso quando due persone si innamorano: «Nel momento in cui ci stiamo innamorando di qualcuno siamo al punto più alto della nostra curiosità. Due persone che si innamorano si staccano da una folla di sconosciuti e iniziano a costruire uno spazio di intimità  ̶  spiega l’autore  ̶ , ma sono sconosciuti all’origine, e probabilmente lo restano in gran parte, ma nel momento in cui si vanno incontro fanno cadere i pregiudizi reciproci».

Il teatro svolge un ruolo importante e non fa solo da cornice, è un mondo che Di Paolo ama molto e che racconta in questo modo: «Il teatro ti fa diventare qualcos’altro rispetto a quello che sei tutti i giorni. Facciamo teatro nella vita di tutti i giorni, come diceva Pirandello, tutti recitiamo un po’. Anche una cena preparata con maggiore cura è un po’ teatro, tutto ciò che non è estremamente naturale è teatro. Lascio molto spazio in questo libro al teatro, alle battute che si scambiano ad un certo punto i protagonisti, al punto che quando si incontrano la seconda volta e vanno a cena, come sarà capitato almeno una volta a tutti  ̶  dice Di Paolo  ̶ , se la prima volta magari hanno recitato un po’ per sedurre e per non deludere le aspettative dell’altro, nella seconda non ci sono copioni, diventa un teatro dell’improvvisazione. Li lascio parlare in un botta e risposta, senza commentare, si dicono tante cose uscendo dai loro copioni, vanno a braccio, lì sono bellissimi, sono dentro l’attimo».

 

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