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Murè in mostra alla galleria d’arte di Palazzo Ateneo

Tra moduli di iscrizione universitaria, orientamenti e convegni, Palazzo Ateneo lascia spazio anche all’estro artistico. Al VI piano di Via Gramsci 89/91, è impossibile non visitare i raffinati corridoi del Rettorato dell’Università degli Studi di Foggia, ormai da tempo galleria d’arte permanente. Già ospitante opere di altri noti artisti di Capitanata e non solo, come Michele Circiello, Salvatore Bruno, Franco Paletta e Nicola Liberatore, il piano del Rettorato darà spazio fino alle ore 17.00 di domani, 15 settembre 2016, alla splendida mostra “Movimenti Astratti” di Pasqualino Festa, in arte Murè.

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Si tratta di una parte dell’esposizione che durante la scorsa primavera, l’artista ha già esposto presso la Sala Foyer del Teatro comunale “G.Verdi” di San Severo. “Aurora boreale”, “Obbiettivo il mondo”, “Riflessi”, “L’occhio” sono solo alcune delle opere allusive all’osservazione e alla meditazione della realtà, lì dove lo spettatore è posto dinanzi al valore di ciò che lo circonda. Il forte nesso alla filosofia di Eraclito (πάντα ῥεῖ: “tutto scorre”) e le astrazioni, in cui spesso sono protagonisti il sole e la luna (“Cielo stellato”, “Le lune” e “Sole rosso”),  si riferiscono al movimento che tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo, sono destinati a compiere nell’universo. Le azioni e i gesti legano ognuno di noi ai ricordi, dolori, affetti e gioie lungo il percorso chiamato vita. “Laguna e luna”, “Capri”, “Paese del sole ” e “Napoli” sono paesaggi rappresentati con un’esplosione di cromie, in cui l’intento è quello di rappresentare la continua evoluzione e il tema del mutamento.

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Forme e geometrie perfettamente sincronizzate a colori, luci ed ombre che spesso ritraggono paesaggi visti e vissuti da Murè stesso. Originario di Parma, ma d’adozione lucerina, Pasqualino Festa decide di affermare la sua pittura verso la fine degli anni ’80 del ‘900 attraverso la rappresentazione della tradizione figurativa per poi approdare all’astrazione negli ultimi anni. Il suo coinvolgimento emotivo e la piena espressività estraniano il pubblico dalla realtà, avviandolo al cammino più intimo: un primo passo verso l’evoluzione interiore per arrivare al concepimento dell’ottimismo per una vita migliore.img_6537

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