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Legambiente: subito l’Anagrafe completa delle scuole italiane

Una vera priorità per Lega Ambiente

Un’Anagrafe completa dell’edilizia scolastica italiana. È questa la richiesta che Legambiente fa, a gran voce, all’Osservatorio per l’edilizia scolastica. Una priorità non solo per le scuole ma per l’intero Paese.

Partire dall’Anagrafe

In occasione della ventesima edizione della manifestazione Nontiscordardimè – Operazione scuole pulite, la campagna di volontariato all’insegna della cittadinanza attiva, del volontariato ambientale e dell’impegno sociale, Legambiente pone l’accento su un aspetto fondamentale: la necessità di dotare l’Italia di una Anagrafe dell’edilizia scolastica nazionale. Lo fa attraverso le parole di Vanessa Pallucchi, la propria responsabile nazionale Scuola e Formazione, che in un’intervista all’agenzia di stampa Dire ha dichiarato: “Su tutta la partita dell’edilizia scolastica rimane ancora un grande vuoto lasciato da una pubblicazione non completa e non corretta dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. In Italia ci sono circa 42mila edifici scolastici, alcuni censiti e alcuni, come abbiamo verificato attraverso le nostre indagini, non censiti, e Legambiente in questo senso più che una sussidiarietà ha operato una sostituzione della lettura del panorama dello stato degli edifici in Italia. Questo credo sia stato un grosso contributo, anche da parte di altre associazioni ambientaliste, alla sensibilità e alla presa di coscienza di questa problematica nel nostro Paese”.

Il perché della Anagrafe

La necessità di avere a disposizione un documento quantitativo, come l’Anagrafe, nasce dalla volontà di passare dallo studio dei dati a quello qualitativo degli edifici presenti sul territorio nazionale. Una mappatura che diventa strumento strategico per lo sviluppo di linee guida capaci di tenere conto della sicurezza e della ecosostenibilità degli edifici. “Vogliamo essere superati nel fornire i dati per poi darne una lettura qualitativa- ha aggiunto Pallucchi– invece stiamo ancora dando una lettura quantitativa dei dati. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica purtroppo procede a rilento perché comuni e province, cioè i soggetti proprietari delle scuole, hanno reali difficoltà sia a svolgere il monitoraggio sia a fare interventi concreti. Nelle ultime edizioni del dossier denunciamo la grandissima difficoltà a trasformare i fondi in cantieri che poi si tramutano in miglioramento concreto degli edifici scolastici, che in Italia è veramente un problema con grossa sperequazione territoriale e di grosso conflitto sui territori”.

Ecosistema scuola

Un’idea della situazione, però, Legambiente se l’è fatta, proprio grazie all’indagine Ecosistema scuola che promuove in occasione di Nontiscordardimé e che ritrae il sistema “scuola” in Italia. “Dal nostro dossier – evidenzia nelle parole rilasciate a Dire la Responsabile di Legambiente – emerge che ancora un 43 per cento degli edifici scolastici hanno necessità di interventi di manutenzione straordinaria. C’è un’urgenza nell’intervenire. Ovviamente la nostra campagna interviene su aspetti più light della struttura scolastica, però serve anche ad aprire le porte per rendersi conto delle difficoltà, delle carenze e della non-cura che spesso c’è”. A partire, ad esempio dalla manutenzione degli spazi verdi che spesso non vengono gestiti nel modo giusto.

Il ruolo del web

Ad ostacolare la cura delle aree verdi, il più delle volte, è la mancanza di risorse adeguate che caratterizza soprattutto le scuole del Mezzogiorno. La speranza è che la rivoluzione digitale in corso porti a un abbattimento importante dei costi, favorendo anche le strutture con risorse economiche più limitate. Un esempio positivo, in questo, senso è offerto dal portale Giffi Market, che offre elementi come una trincia per miniescavatore, utile per la manutenzione del verde, a prezzi competitivi. Un’idea a cui potrebbe ispirarsi il Mepa, il mercato elettronico dedicato alla pubblica amministrazione.

Il verde tra sud e nord

Legambiente si sofferma anche sull’analisi delle differenze che intercorrono tra le scuole del Mezzogiorno e quelle del Settentrione in merito agli spazi verdi offerti agli studenti. Qui c’è molto da lavorare per omologare la situazione. “Per quanto riguarda gli spazi verdi abbiamo una grossa differenza di disponibilità tra Nord e Sud del Paese, una costante che vediamo un po’ in tutti i dati – dice Pallucchi -. Differenze che creano due Italie con diversi diritti alla sicurezza e alla qualità del vivere la scuola e questo è un dato che deve essere assolutamente affrontato e superato. Circa l’80 per cento delle scuole del Nord ha degli spazi verdi, al Sud in alcune aree arriviamo al 40 per cento. Significa che nemmeno una scuola su due li possiede”.

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