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La misteriosa foresta pietrificata al largo di Torre Ovo, in Puglia

La misteriosa foresta pietrificata, un'incredibile spettacolo disponibile agli occhi di chi si immerge a qualche metro dalla costa di Torre Ovo, località balneare a poca distanza da Campomarino di Maruggio, sulla strada che collega Taranto e Porto Cesareo

La misteriosa foresta pietrificata, un’incredibile spettacolo disponibile agli occhi di chi si immerge a qualche metro dalla costa di Torre Ovo, località balneare a poca distanza da Campomarino di Maruggio, sulla strada che collega Taranto e Porto Cesareo (la foto in alto è stata scattata da Donato Margapoti).

Conosciuta come Foresta Pietrificata, nome che probabilmente trova origini dalle impressioni che ne ebbero i suoi scopritori i quali notarono una serie di pilastri sorgere dal fondale marino e salire verso l’alto per altezze che possono anche superare il metro, è una zona marina che comprende un’area ampia 800 metri quadri, lungo la quale una serie di strutture – simili a piccole piante – si ergono dal fondale, oggetto di studi da quasi 40 anni e sulle quali sono state avanzate diverse ipotesi, ancora non accertate.

Foresta Pietrificata Torre Ovo/Eminio Riezzo
Fotografie della foresta pietrificata di Torre Ovo, scattate dal subacqueo amatoriale Erminio Riezzo

Un segreto custodito nella baia “a forma d’uovo”

Si strutture simili ce ne sono molte altre, in diversi luoghi del mondo, tuttavia il paragone con la foresta pietrificata di Torre Ovo non regge: le altre foreste fossili sono il risultato di un lungo e complesso processo di fossilizzazione che ha avuto origine – solitamente – nel Paleolitico, in zone sabbiose e senza vento. Com’è nata la foresta pietrificata di Torre Ovo? Sebbene l’ipotesi in questione non è ancora stata del tutto verificata, studiosi delle università di Bari e Palermo sostengono che il merito della creazione di questa struttura sia da attribuire a vari microrganismi scavatori, favoriti dalla conformazione del suolo marino prevalentemente argilloso.

Quelli che ora sono “pilastri” in passato erano tane scavate da molluschi e policheti, che cercavano nell’argilla riparo e appoggio, scavando veri e propri tunnel nella pietra; col passare del tempo poi, in questi trafori si sono deposti sedimenti, calcificati forse proprio grazie alle sostanze prodotte da questi microrganismi. Le correnti hanno lentamente eroso la struttura argillosa che li circondava, lasciando solamente la formazione interna evidentemente più resistente: la Foresta Pietrificata pertanto è il risultato di migliaia di anni di attività dove il mare ha lavorato indisturbato realizzando una serie di costruzioni ancora piene di mistero. Tuttavia non si hanno certezze e mancano le vere e proprie prove scientifiche a supporto di questa teoria.

Foresta pietrificata di Torre Ovo
Foresta pietrificata di Torre Ovo, crediti: Donato Margapoti

La “Vasca Ovale” prodotta dal mare

Altro fenomeno assai curioso e riscontrabile solo nella zona subacquea di Torre Ovo è quello della sua Vasca Ovale, una struttura concava apparentemente artificiale, risultato di un particolare lavoro meccanico del mare, denominata così per distinguerla da una seconda vasca dalla forma circolare. Come esse siano state create è ancora un mistero senza risposta.

Il prezioso segreto è custodito fra i cinque e i sette metri di profondità, nella baia situata davanti l’antico porto greco-romano e alla torre di guardia Saracena.

Vasca Ovale
Vasca Ovale, foto scattata dall’atleta manduriano Paolo De Vizzi

Spettacolo inconsueto che ha resistito all’erosione

La natura, attraverso l’ecosistema di due milioni di anni fa, ha creato uno spettacolo inconsueto, dalle affascinanti formazioni calcaree e argillose che hanno resistito all’erosione. Un’eredità misteriosa e preziosissima, che attrae in Puglia sempre più sub: trovandosi a poca profondità, infatti l’acqua cristallina favorisce un’ottima visibilità ed una facile immersione.

Ad aver scattato queste foto è stato Paolo De Vizzi, l’atleta diversamente abile che ha stabilito nel 2016 il record mondiale assoluto di permanenza subacquea con erogatori: 51 ore e 56 min a 10 metri di profondità, a Santa Caterina di Nardò. Altre fotografie invece (come indicato dalle didascalie) sono state scattate da Donato Margapoti.

fonte: puglia.com

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