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La Madonna dei Sette Veli pellegrina per le strade di Foggia

Si svolgerà questo pomeriggio, a partire dalle ore 19:00, la consueta processione del Sacro quadro dell’Iconavetere per le vie principali del centro cittadino. Dopo i Vespri solenni, presieduti dall’Arcivescovo di Foggia mons. Vincenzo Pelvi, la Madonna dei Sette Veli sarà pellegrina lungo le strade di Foggia. Come ogni anno, è tanta l’attesa dei fedeli foggiani che scenderanno in strada per vivere questo incontro speciale.

La storia 

Il culto della Madonna dei Sette Veli, protettrice della città di Foggia, è avvolto dal mistero.  Nessuno dei fedeli ha mai visto l’immagine della Madonna dipinta sul tavolo ritrovato dai pastori intorno all’anno mille. Sembrerebbe che l’immagine sia stata realizzata dall’Evangelista Luca. Successivamente fu portata da Costantinopoli a Siponto nel V secolo d.C. e donata dal vescovo Lorenzo Maiorano alla città di Arpi. Il quadro venne salvato da un contadino che l’avrebbe avvolta con drappi. Il ritrovamento miracoloso avvenne grazie a dei pastori che videro un bue inginocchiarsi dinanzi ad un acquitrino. A quel dipinto fu dato il nome di Santa Maria in Focis. Il tavolo ritrovato nel pantano apparve ai pastori grazie anche a tre fiammelle che brillavano sull’acqua. La prima ricognizione del Sacro Tavolo dell’Iconavetere fu effettuata nel 1667 ad opera di Mons. Sebastiano Sorrentino, vescovo di Troia.

Nel 1731, Foggia venne distrutta da un terribile terremoto che causò circa 20.000 morti. La cattedrale fu semidistrutta  ed il sacro tavolo fu portato nella chiesa di San Giovanni Battista dove il volto della Vergine apparve per la prima volta. Era il 22 marzo. Si sparse la notizia dell’apparizione e furono molti coloro che vollero far visita alla Madonna dei Sette Veli. Tra questi, anche, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori che ebbe il privilegio di vedere la Madonna. Le apparizioni continuarono sino al 1745. Nel 1782 la sacra immagine fu incoronata da papa Pio VII. Durante i bombardamenti del 1943, il vescovo di Foggia, Mons. Farina, fece trasferire il sacro Tavolo presso la chiesa Collegiata della S.S. Annunziata di S. Marco in Lamis. Tornò a Foggia dopo il conflitto mondiale.

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