Home»Cultura e territorio»Internet e imprese, ancora troppi ritardi

Internet e imprese, ancora troppi ritardi

le imprese italiane ancora poco propense a innovazione e tecnologia, investimenti troppo bassi per il mercato internazionale

Le ultime ricerche confermano una sensazione: nonostante qualche caso positivo, in linea di massima le imprese italiane sembrano ancora poco propense a innovazione e tecnologia, con investimenti troppo bassi per essere realmente competitive nel grande mercato internazionale. Un atteggiamento che rischia dunque di costare molto in termini di occasioni perse.

La fotografia dell’Istat. Uno dei più recenti approfondimenti in materia arriva dall’Istat, che nell’ultimo Annuario 2017 analizza i dati del quinquennio 2012/2016 per scattare una fotografia precisa dell’evoluzione del rapporto tra imprese e innovazione; la sintesi, come accennato, non è molto confortante, perché si denota una diffidenza ancora forte nei confronti del web, sia nel commercio elettrico sia nei social media.

Pochi investimenti innovativi. Nello specifico, soltanto nel triennio 2012-2014 si è ridotto il numero delle imprese con oltre dieci addetti che rispetto ai tre anni precedenti hanno svolto attività innovative, finalizzate all’introduzione di nuovi prodotti, processi e modalità organizzative; si calcola in dettaglio che nel 2014 le imprese con almeno dieci addetti hanno investito in innovazione complessivamente 23,2 miliardi di euro, ossia il 4,3 per cento in meno rispetto al 2012.

Migliora l’infrastruttura. Meglio va sul versante della rete infrastrutturale: le imprese italiane con almeno 10 addetti che nel 2016 dispongono di una connessione a Internet sono il 98,2 per cento, quasi tutte in banda larga (fissa o mobile). Un elemento, questo, che è ulteriormente migliorato negli ultimi tempi e che trova una dimostrazione concreta nei risultati della copertura della nostra provincia: Foggia è infatti una delle zone italiane più “coperte” da rete veloce, con una diffusione superiore al 97 per cento per la rete 30 Mega e al 51 per cento per la rete 100 Mega delle unità abitative locali.

Domanda superiore all’offerta. Se dunque le possibilità – anche “tecniche” per la connessione – ci sono, manca ancora la diffusione della cultura digitale presso le imprese; è un’indagine Paypal a svelare che il 68 per cento delle piccole aziende, più di due su tre, non ha nemmeno un sito web, mentre il 97 per cento degli utenti effettua ricerche online per trovare prodotti e servizi a livello locale, segno che la domanda è invece molto forte.

Curare la presenza digitale per il business. Questo significa che le aziende rischiano di perdere occasioni di sviluppo, perché “il primo passo per far crescere il business online è farsi trovare sempre presente“, come si legge sulle pagine di Italia Online, la principale Internet company del nostro Paese, nelle quali si sottolinea anche che nel contesto attuale non si può fare a meno di una strategia di marketing online, che passa anche da una corretta presenza digitale nei vari canali a disposizione, dal portale istituzionale alle varie piattaforme social.

Possibilità di sviluppo. È Google stesso a “invitare” a investire meglio su questo fronte: secondo i ricercatori di Mountain View, i business di imprese che curano la propria presenza online crescono in media più velocemente del 40 per cento in più rispetto a quelli che invece non attuano strategie innovative.

Messaggio compreso? Qualcosa sembra però essere cambiato, almeno negli ultimissimi tempi: l’Osservatorio 4.0 del Politecnico di Milano ha infatti segnalato come nell’ultimo biennio si sia assistito a un aumento degli investimenti da parte delle PMI in ambito hi-tech, grazie anche al programma Industria 4.0 avviato dal precedente governo. Il risultato è che le imprese hanno investito quasi 2,5 miliardi di euro per tecnologie di connessione e sviluppo abilitanti, ovvero internet industriale, cloud e analytics, automazione avanzata, realtà aumentata e manifattura additiva.

Per rimanere aggiornato su questo argomento segui la redazione di Foggia Reporter anche su Facebook, Twitter e Instagram 
0
Condivisioni
Pinterest Google+

Nessun commento

Lascia un commento

Articolo precedente

Caporalato, il vice premier Di Maio a Foggia il 3 Settembre

Articolo successivo

Biglietti Crotone-Foggia