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Gli “svegliatori”: le sveglie umane di una volta

Un tempo i lavoratori si svegliavano con il suono di un bastone che sbatteva alla finestra

C’era una volta un antico mestiere ormai caduto nell’oblio, che ora ci fa anche un po’ sorridere, ma che un tempo era di estrema utilità, stiamo parlando di una professione molto originale che in inglese veniva chiamata ““Knocker Uppers”. Avete mai sentito parlare degli “svegliatori“?

Si tratta di vere e proprie sveglie umane che ogni mattina bussavano a porte e finestre delle case della città e dei paesi per assicurarsi che le persone si alzassero per andare a lavorare.

Tra i detti foggiani ce n’è uno che recita: “A fatìghe ‘a vole ngànne” (La fatica la vuole in gola), è un detto che in genere si usa per indicare chi non ha voglia di lavorare. I lavoratori poco mattinieri o quelli svogliati sono sempre esistiti e in un’epoca in cui le sveglie non esistevano e la gente si regolava con la luce del sole era molto facile che si tardasse ad andare a lavoro.

Per evitare licenziamenti, durante la Rivoluzione industriale, prevalentemente in Gran Bretagna ma poi anche in Italia, si diffusa la professione degli svegliatori, uomini che passavano di strada in strada per i quartieri svegliando a colpi di bastone gli operai che dovevano andare a lavorare. Queste antiche sveglie umane si servivano di un lungo bastone per raggiungere anche le finestre più alte e svegliare i ritardatari, assicurandosi così che tutti arrivassero alla propria postazione di lavoro in tempo.

Fino agli anni ’50 le sveglie erano considerate oggetti per ricchi, non tutti potevano permettersele e spesso non erano poi così tanto affidabili, a differenza degli svegliatori o battitori che, con il loro bastone, garantivano la massima puntualità per uno stipendio bassissimo.

 

Fonte: vanillamagazine.it

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