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Giovanni Panunzio, l’imprenditore ucciso dalla mafia

Ricordiamo insieme Giovanni Panunzio, ucciso perchè si rifiutò di piegarsi alle estorsioni

Era un’imprenditore, aveva costruito la sua attività tutto da solo, lavorando sodo quando era ragazzo. Era un onesto lavoratore e un padre di famiglia ed è morto per tenere fede alla sua integrità morale.

Stiamo parlando di Giovanni Panunzio, l’imprenditore foggiano che in questo giorno di ventisei anni fa è stato ucciso da dei colpi di pistola sopraggiunti da una moto in corsa. Era il 1992, era sera, Giovanni stava rientrando a casa; inutile qualsiasi tentativo di soccorso.

Tutto era cominciato a dicembre del 1989, quando Panunzio ha cominciato a ricevere le prime telefonate minatorie; tre anni di paura e minacce, alle quali, però, lui non ha mai ceduto. Credeva nella giustizia, nella legalità e nell’onestà e, in nome di questi valori, ha continuato a lavorare e vivere senza abbassare la testa.

Aveva paura, certo, ma era deciso a non cedere: aveva denunciato tutto e aveva acquistato macchine blindate e giubbotti antiproiettile per i suoi cari, ma non si era piegato alle minacce.

E il suo coraggio lo ha pagato con la vita.

Oggi, il primo cittadino Franco Landella lo ha ricordato durante una cerimonia di commemorazione, durante la quale ha speso delle parole anche per l’associazione, nata a nome di Panunzio, che ogni giorno porta avanti battaglie a favore della legalità.

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