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Educazione giovanile, premiata la ricerca dell’Università di Foggia.

Ad aprire i lavori sarà il prof. Vittorino Andreoli – popolare psichiatra, autore di numerosi e fortunati saggi – ma dopo la sua lettura della cd. “adultità contemporanea”, la CEI ha affidato il cuore della riflessione sull’educazione giovanile alla ricercatrice di Pedagogia sperimentale dell’Università di Foggia prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio (Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione): unica donna tra i relatori invitati dalla Conferenza Episcopale Italiana, chiamata a produrre l’intervento pedagogico centrale della 15esima edizione del convegno nazionale della Pastorale giovanile in programma dal 20 al 23 febbraio p.v. a Bologna. Completamente incentrata sulla cura del mondo giovanile, l’assise della CEI (intitolata simbolicamente «La cura e l’attesa») accoglierà oltre 700 iscritti provenienti da tutta Italia – senza contare la diretta streaming – tra cattolici, studiosi, laici ed educatori incardinati presso diverse altre Università italiane. Alla prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio è stato chiesto di tracciare il quadro complessivo delle competenze dell’educatore del nostro tempo (https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/anche-gli-adulti-sotto-la-lente).

«Sono onorata come studiosa e come appartenente all’Università di Foggia – racconta la prof.ssa Scardicchio, autrice tra gli altri del saggio Il sapere claudicante pubblicato nel 2012 per Bruno Mondadori e premiato in diversi concorsi nazionali – si tratta di un’occasione importante anche per condividere col mondo della cultura cattolica del nostro Paese la qualità della formazione e della ricerca che caratterizza la nostra Università. Credo che l’attenzione della CEI alla formazione pedagogica dei suoi educatori, cercando connessioni consapevoli con la ricerca universitaria italiana, sia un segno di profonda consapevolezza e lungimiranza: il compito dell’educare è il più importante per l’umanità ed anche se la ricerca scientifica che se ne occupa è spesso considerata materia “leggera”, di fatto essa corrisponde al più importante cifra della condizione umana:la spinta continua alla ricerca della bellezza anche nelle profondità della disperazione e dunque alla ricerca innanzitutto come modus vivendi. E questo è punto di incontro cruciale tra fede e conoscenza , spiritualità e scienza».

Una presenza di assoluto prestigio, che va oltre la gratificazione personale ma in qualche modo consacra anche il lavoro svolto in questi anni sul territorio – e su scala nazionale – dal Dipartimento di Studi umanistici, segnatamente dai corsi di laurea che afferiscono a Scienze della Formazione. L’intervento della prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio è in programma martedì 21 febbraio alle 10,30 (Savoia Hotel Regency, Bologna): Educatore ed educatori: ritratto di una figura sempre in ricerca il titolo della sua relazione, che – come tutti gli altri previsti dal programma ufficialmente redatto dalla CEI – farà poi parte degli atti che la Conferenza Episcopale Italiana pubblicherà e diffonderà in tutte le parrocchie, nei centri di ascolto e negli istituti del Paese che ne faranno richiesta.

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