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Caporalato e filiera non etica: gli studenti del Pascal nei ghetti di Puglia

Gli studenti dell'ITE B. Pascal di Foggia sono entrati nei ghetti di Puglia attraverso la testimonianza di Concetta Notarangelo del Progetto Presidio Caritas e Giuseppe Savino di Va'Zapp'

Gli studenti dell’ITE B. Pascal di Foggia sono entrati nei ghetti di Puglia attraverso la testimonianza di Concetta Notarangelo del Progetto Presidio Caritas. L’operatrice è stata ospite dei laboratori del progetto pilota per l’educazione alla legalità nelle scuole secondarie di primo e secondo grado “L’Edificio della Memoria”. Caporalato, sfruttamento della manodopera, baraccopoli e campi d’accoglienza sono stati alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro con la coordinatrice del progetto “Io ci sto”. Concetta Notarangelo ha ricostruito la mappa dei ghetti nella regione, ha contestualizzato i fenomeni migratori e ha raccontato, in qualità di coordinatrice, l’esperienza del campo “Io Ci Sto” che offre ai migranti stagionali presenti sul territorio assistenza legale e sanitaria, servizi e occasioni di incontro con i volontari. Alle attività del laboratorio partecipa, in primo luogo, la redazione del giornale scolastico IlSottosopra, particolarmente attenta all’attualità, di volta in volta affiancata da classi dell’istituto tecnico economico di Via Napoli interessate agli argomenti trattati. Gli studenti sono entrati in contatto con una realtà tanto vicina a loro quanto spesso sconosciuta, quella del Gran Ghetto, grazie al racconto di chi lo vive quotidianamente e ha descritto le dinamiche interne dell’insediamento al confine tra Rignano, Foggia e San Severo.

“L’Edificio della Memoria”, per l’anno scolastico 2016/2017, alla sua sesta edizione, si concentra sul tema “Vite Spezzate”. L’area tematica scelta per il B. Pascal, nello specifico, è “Vite spezzate dal lavoro” che analizza e approfondisce le dimensioni di un lavoro mortificante, sottopagato, che non rispetta le norme e la dignità umana, con un focus sui braccianti e le badanti, in considerazione delle caratteristiche del territorio.

 

A seguire, gli studenti hanno incontrato Giuseppe Savino, fondatore di VàZapp’, il primo hub rurale in Puglia pensato per accogliere giovani che, grazie alla relazione, alla condivisione e allo scambio di idee e conoscenze, possano diventare fermento per i mondi dell’agricoltura e del turismo. Un’iniezione di fiducia e positività per i giovani che arriva direttamente dalla terra, dalle balle di fieno tra cui si coltivano sogni: la visione di due video ha portato a scuola anche gli insegnamenti del compianto don Michele De Paolis, un messaggio che ancora oggi affascina i ragazzi e che ha ispirato il percorso dell’Associazione Terra Promessa e la sua nuova missione con la cooperativa Terra Terra. Giuseppe Savino ha mostrato il format delle Contadinner e ha spiegato come il territorio a vocazione agricola possa rappresentare un’opportunità, soprattutto per i giovani che amano la loro terra. Ha elencato talenti foggiani, apprezzati altrove, e ha raccontato quanto la Puglia sia ammirata dagli altri più che dai suo cittadini, ha descritto la sua azienda agricola che da dieci anni apre le sue porte, dove si ascoltano i contadini, si conoscono, si scambiano informazioni e può nascere la cooperazione. La “filiera colta” di Giuseppe Savino è approdata in classe, tracciando una visione positiva capace di contrapporsi allo sfruttamento restituendo dignità all’agricoltura.

Oltre all’incontro con i testimoni del nostro tempo e a quelli di interesse generale, i laboratori prevedono una serie di attività. L’Edificio della Memoria è un articolato progetto regionale nato nel 2011 su iniziativa dell’ANM Bari, l’Associazione Nazionale Magistrati, con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Bari, della Cooperativa I bambini di Truffaut e la partecipazione di numerose altre associazioni no profit. Il percorso di legalità è stato ideato da due magistrati, Marco Guida e Lilli Arbore, insieme a Giancarlo Visitilli, giornalista, scrittore e presidente della Cooperativa Sociale “I bambini di Truffaut”.

 

A Foggia sono coinvolte tre scuole: l’ITE B. Pascal, l’IPSIA A. Pacinotti e il Liceo Scientifico A. Volta. Grazie alla grande sensibilità dei dirigenti scolastici, rispettivamente Giuliarosa Trimboli, Maria Antonia Vitale e Gabriella Grilli e dei docenti referenti, Raffaele Identi (Pascal), Liliana Di Simone (Pacinotti) e Maria Antonietta Guida, gli studenti partecipano ai laboratori in orario curriculare ed extra-scolastico e dimostrano interesse, oltre ogni aspettativa, per temi spesso molto delicati e talvolta impegnativi, nonostante il carico delle molteplici attività che li vedono protagonisti. Ogni scuola partecipante, con l’aiuto dei tutor, operatori della Cooperativa I bambini di Truffaut, magistrati, avvocati, esperti e comunicatori (a Foggia i giornalisti Fulvio Di Giuseppe e Mariangela Mariani), realizzerà una produzione. L’IPSIA Pacinotti si concentra sul tema “Vite spezzate dal carcere” per conoscere più da vicino le condizioni dei reclusi e la realtà carceraria italiana, mentre il Liceo Scientifico Volta lavorerà su un fenomeno tristemente diffuso in città: il racket.

In questi anni, in Puglia, sono stati ospiti dell’Edificio della Memoria, magistrati, giornalisti, parenti delle vittime innocenti di mafia, forze dell’ordine, parroci di frontiera. Alla base, ci sono la volontà di non dimenticare, il rispetto delle regole del vivere civile, la Costituzione.

Tra le tante iniziative, annovera incontri con Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, Tilde Montinaro, sorella di Antonio Montinaro, capo scorta del giudice Falcone, Giovanni impastato, fratello del giornalista Peppino Impastato, la presidente della Camera Laura Boldrini. A inaugurare l’edizione di quest’anno, a Bari, è stato Piercamillo Davigo, presidente nazionale dell’Associazione nazionale magistrati.

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