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Olio di oliva, domani ad Agraria un incontro dedicato alla legge Mongiello

Gli studenti a confronto con la loro collega Delia D'Alesio (Luiss), autrice di una tesi sulla normativa della Parlamentare foggiana

Domani mattina (10 giugno, alle ore 10,30 presso l’aula magna Gianluca Monte del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente dell’Università di Foggia in via Napoli 25) l’Onorevole Colomba Mongiello prenderà parte all’incontro organizzato dal Dipartimento di Agraria per analizzare più da vicino i contenuti della tesi di laurea elaborata dalla dott.ssa Delia D’Alesio, che, qualche mese, fa ha discusso col massimo giudizio
possibile e relativa lode su “Sicurezza informativa, etichetta dei prodotti alimentari. Il caso dell’olio d’oliva” presso
il Dipartimento di Giurisprudenza (Cattedra di Diritto agroalimentare) dell’Università Luiss Guido Carli di Roma.

La dott.ssa D’Alesio (pescarese di origine), nel redigere la propria tesi ha affrontato con maturità e con un approccio
scientifico degno di nota anche la legge n. 9 del 2013 “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di
oliva vergini” (cd. Legge “salva olio”) che la parlamentare foggiana ha scritto con l’obiettivo di valorizzare l’olivicoltura di qualità e tutelare i protagonisti di questa filiera agroalimentare integralmente Made in Italy.
Alla giornata di studi prenderanno parte, oltre all’On. Mongiello, anche il Direttore del Dipartimento di Scienze
agrarie, degli alimenti e dell’ambiente prof. Agostino Sevi, i docenti dell’Università di Foggia più direttamente coinvolti nello studio delle tematiche oggetto della tesi e appunto la neo laureata dott.ssa Delia D’Alesio.

La tesi affronta anche lo scetticismo con cui la Comunità Europea aveva originariamente accolto il provvedimento,
fino al non semplice percorso legislativo effettuato prima di giungere alla definitiva approvazione da parte del Parlamento Italiano. La cd. Legge Mongiello è composta da diciassette articoli, divisi in cinque capi, il primo dei quali contiene le norme sull’indicazione dell’origine e classificazione degli oli di oliva vergini, stabilendo che l’indicazione non debba solo essere facilmente visibile e leggibile, ma anche apposta nel campo visivo anteriore del recipiente ed in modo da assicurare un contrasto significativo tra i caratteri stampati e lo sfondo, dunque rispetto al regolamento n. 29/2012 si specifica il posizionamento dell’indicazione, ma ciò non può essere considerato un ostacolo alla circolazione delle merci, ma una forma di tutela dell’informazione fornita al consumatore162, in linea con le finalità generali del regolamento n. 1169/2011 in materia di etichettatura, secondo cui «le etichette alimentari dovrebbero essere chiare e comprensibili per aiutare i consumatori ad effettuare scelte alimentari e dietetiche più
consapevoli.

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