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2 giugno 1946: Festa della Repubblica, ma a Foggia vinse la monarchia

In una giornata molto calda, lunghe file di cittadini affollano i seggi elettorali. Torna l’espressione popolare dopo un ventennio di dittatura, ma a Foggia vince il Re.

Oggi si festeggiano i 70 anni della proclamazione della Repubblica, ben 70 anni di strada dopo il periodo devastante delle Guerre, “solo” 70 anni dal primo voto delle donne, 70 anni dal passaggio dalla monarchia alla Repubblica, che vinse con 12 700 000 voti contro 10 700 000 circa.

Una giornata calda quella del 2 giugno del 1946, che vide cittadini e cittadine formare lunghe file per cambiare la storia dell’Italia. Ma la Repubblica non vinse ovunque, al Sud i cittadini erano ancora legati alla monarchia, così in Puglia, come in altre regioni meridionali, si votò per la monarchia.

Foggia indebolita dalla guerra voleva tornare a vivere dopo tante atrocità, e così «alle sei del mattino – scriveva il settimanale “Il Corriere di Foggia” – la città è già animata. Folla di gente d’ogni ceto sosta presso le varie sezioni elettorali: gli uomini da un lato, le donne dall’altra parte…». Gente che dopo anni era abituata a mettersi in fila per ricevere il pane, si incolonnava, questa volta, per mettere in pratica un diritto e fantasticare sul futuro.

Nei seggi delle scuole Giannone, Parisi, ecc., alla Repubblica andarono 11.110 voti, mentre alla monarchia 21.246, quasi il doppio dei voti. In Puglia scelse la Repubblica solamente il 32,7% dei votanti e il 67,3% si espresse a favore della monarchia. Il 2 giugno fu una giornata vissuta con molta partecipazione da uomini e donne esausti di un’Italia ormai alla deriva, ma tuttavia il Sud scelse ancora una volta la monarchia; forse perché non aveva vissuto l’esperienza della Repubblica di Salò, era ancora legato all’istituzione monarchica in sé, piuttosto che nello specifico ai Savoia, e a partiti conservatori.

L’Italia divenne una Repubblica, e il 2 giugno del ’46 sancì diversi traguardi, come la partecipazione delle donne alla vita politica e quindi il suffragio universale; la stesura del “documento d’identità” del nostro Paese, la Costituzione; la nascita di una democrazia scelta dal popolo, che invita i suoi cittadini a combattere per i propri diritti e per la libertà, anche se oggi, purtroppo, non è sempre così facile.

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