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Foggia, droga ai minorenni in piazza Padre Pio: 7 arresti

L’indagine ha permesso di verificare un movimento anomalo di giovani e giovanissimi nella piazza e lo svolgimento da parte di diversi soggetti di un’attività di spaccio.

Spacciavano droga in piazza Padre Pio, a Foggia: stamattina 7 persone sono finite in manette ad opera dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia. Quattro sono finite in carcere e tre ai domiciliari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le misure sono state emesse dal gip del tribunale di Foggia a seguito di specifica attività d’indagine svolta dai carabinieri nei primi mesi del 2015 e diretta dalla Procura della Repubblica e finalizzata a contrastare il fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti nell’area pubblica antistante la piazza Padre Pio in Foggia. In manette sono finiti Paolo Palumbo e Luca Addorisio, di 37 anni, Piero Paolo Di Monte, di 55 anni e Stefano Visconti, di 33 (in carcere); Dario Tonti e Massimo Marinaccio, di 34 anni, e la fidanzata di quest’ultimo, Sara Borrelli, di 10 anni più giovane (agli arresti domiciliari).

L’indagine ha permesso di verificare un movimento anomalo di giovani e giovanissimi nella piazza e lo svolgimento da parte di diversi soggetti di un’attività di spaccio. In particolar modo nel corso dell’attività venivano identificati e fermati 10 acquirenti. Quest’ultimi non hanno alcuna collaborazione utile ad individuare i soggetti da cui avevano acquistato lo stupefacente e per questo gli inquirenti hanno sistemato nella piazza una telecamera che ha permesso di arrestare in flagranza di reato di cinque degli odierni indagati con il rinvenimento e sequestro di numerosi dosi di stupefacente del tipo marijuana, hashish e cocaina, per un complessivo recupero di più di 100 grammi di sostanza.

L’attività permetteva di documentare, inoltre, come gli arrestati avessero eletto una piazza cittadina a luogo di abituale spaccio di sostanze stupefacenti catalizzando in tal modo la domanda proveniente da giovani e giovanissimi, facendo affidamento sulla costante e continua offerta garantita dagli indagati che tra di loro si prestavano aiuto e collaborazione sia nella materiale effettuazione delle cessioni, sia nell’attività di elusione di possibili controlli delle forze dell’ordine. Infatti gli stessi durante le operazioni suddividevano i compiti e la ricezione del denaro, occultando lo stupefacente nei vestiti o sulla pubblica via, o negli abitacoli delle macchine in loro uso.

E’ stato possibile inoltre accertare come gli acquirenti si rivolgevano a uno degli indagati presenti in piazza ricevendo lo stupefacente da un altro. Le cessioni avvenivano sempre in zone appartate e in orario serale spesso precedute da una fase di contatto con l’acquirente, in alcuni casi con la verifica visiva ed olfattiva della droga, contenuta solitamente in involucri di plastica e carta stagnola. Gli indagati non hanno esitato, a seguito degli arresti operati, una volta rimessi in libertà, a riprendere la loro attività usuale, incuranti delle conseguenze penali dell’attività illecita svolta. Gli episodi di spaccio contestati nel corso dell’attività sono complessivamente 225.

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