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San Severo e Manfredonia, immigrati senza fissa dimora. CGIL: «Comuni non applicano legge»

I Comuni di Manfredonia e San Severo si rifiutano di applicare quanto previsto dalla legge, che prevede le procedure relative alla registrazione nell’anagrafe dei senza fissa dimora. La denuncia di Cgil e Flai di Capitanata.

I Comuni di Manfredonia e San Severo si rifiutano di applicare quanto previsto dalla Legge n. 1228 del 24 dicembre 1954, che prevede le procedure relative alla registrazione nell’anagrafe cittadina dei senza fissa dimora. E’ quanto denunciano Cgil e Flai di Capitanata. «Si tratta di una problematica – spiegano Daniele Calamita e Magdalena Jarczak, rispettivamente segretari provinciali della Cgil e della Flai – che colpisce soprattutto i lavoratori immigrati presente nelle borgate di campagna dei grossi centri urbani, che senza tale passaggio non possono rinnovare i permessi di soggiorno. La norma prevede che le persone che non hanno fissa dimora si considera comunque residente del comune in cui ha stabilito il proprio domicilio».

«Gli uffici preposti comunicano di non essere nelle condizioni di attuare la procedura, eccependo istanze e richieste che la legge non prevede». Ancor più assurdo il caso della città sipontina che nel novembre del 2015 ha adottato una delibera, la n. 232, prevedendo l’intitolazione di una via territorialmente non esistente e denominata via dell’Accoglienza, alla quale registrare i senza fissa dimora. «Eppure non si dà seguito a quell’atto e si impedisce la registrazione in anagrafe di tanti cittadini. Abbiamo chiesto più volte al sindaco di Manfredonia un incontro, ma nemmeno l’educazione istituzionale di una risposta qualunque essa fosse è mai arrivata agli scriventi», sottolineano Calamita e Jarczak.

Motivo per il quale la Cgil ha inviato una nota ufficiale al prefetto di Foggia, Maria Tirone, per un intervento che risolva definitivamente la problematica. «Ad oggi la conseguenza è che i lavoratori non ottenendo risposte si riversano sugli uffici di Foggia, intasandoli e senza poter vedere accolta la propria istanza. Chi afferma di risiedere a Borgo Mezzanone o nel gran ghetto viene giustamente rimandato ai comuni di riferimento, Manfredonia e San Severo. Speriamo nell’intervento della prefettura, altrimenti siamo pronti anche a denunciare i responsabili per in applicazione di una legge dello Stato e a promuovere iniziative di mobilitazione nei territori».

Il Comune di San Severo non ci sta e replica in una nota: «La Giunta Comunale di San Severo con delibera del 18 dicembre del 2015 ha dato via libera all’istituzione della strada fittizia denominata ‘Via dell’Angelo Custode’ con numero progressivo dispari e da far valere per la registrazione anagrafica dei soggetti senza fissa dimora. Una procedura effettuata in applicazione alla Legge n. 1228 del 24 dicembre 1954. Si tratta, infatti, di un requisito essenziale per i senza dimora, in quanto grazie alla residenza le persone possono uscire dall’invisibilità, possono accedere alle cure sanitarie, possono votare, possono beneficiare della eventuale pensione maturata e così via. In questo modo – concludono – l’esecutivo guidato dal sindaco Francesco Miglio intende ottemperare al diritto della residenza per quelle persone che non hanno una fissa dimora e che senza di essa non possono accedere ad una serie di servizi e diritti. Pertanto quanto affermato dalla Cgil e Flai di Capitanata non risponde al vero».

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