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Indagini sulla famiglia Portante: ecco i risvolti

Incarcerati per tentato omicidio, si aggravano le accuse nei confronti di alcuni membri della famiglia Portante

Incarcerati per tentato omicidio, si aggravano le accuse nei confronti di alcuni membri della famiglia Portante

Nella giornata di sabato, personale della Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Foggia, nei confronti di Portante Nicola cl. 66 e dei suoi figli Salvatore cl. 92 e Ciriaco cl. 99, elementi di spicco della criminalità foggiana, responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, costituiscono un appendice investigativa dell’arresto dei tre uomini, avvenuto, come si ricorderà, l’11 giugno, allorquando furono arrestati, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per il tentato omicidio ai danni di un giovane foggiano.

Al fine di ottenere ulteriori elementi a carico dei tre indagati e soprattutto per chiarire il movente del grave fatto di sangue, venivano intercettati i colloqui in carcere dei tre detenuti. La captazione delle conversazioni, oltre a chiarire le circostanze del tentato omicidio, consentivano di acclarare che i Portante erano abitualmente dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, attività svolta utilizzando come base operativa la loro abitazione.

La responsabilità dei tre Portante, nella detenzione e nello spaccio di sostanze stupefacenti, ha trovato conferma non soltanto nelle intercettazioni dei colloqui in carcere ma anche in occasione dell’arresto di Portante Francesca cl. 94 (figlia di Nicola) all’esito di una perquisizione eseguita il 3 luglio u.s. presso il luogo di residenza della famiglia, ove veniva rinvenuto svariato stupefacente tra Marijuana, Hascisc, Cocaina, Eroina e Metadone oltre a tutto il materiale necessario per il confezionamento ed il taglio dello stupefacente.

La riferibilità dello stupefacente a Portante Francesca sin dal giorno del suo arresto era chiaro che doveva estendersi al concorso con altri soggetti che le indagini hanno dimostrato essere proprio i suoi familiari.

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