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Omicidio Desirèe: gli abitanti di Borgo Mezzanone rompono il silenzio

La voce dei migranti: "Non siamo qui per stuprare le donne"

Dopo gli ultimi tragici fatti legati allo stupro e omicidio di Desirèe Mariottini a Roma, e la conseguente irruzione della polizia nell’insediamento vicino al Cara di Borgo Mezzanone (FG) alla ricerca di un sospetto, sono avvenute lunghe riflessioni e discussioni tra gli abitanti del luogo. Subito, i brutali e ingiustificabili crimini di Roma sono stati condannati categoricamente da tutti.

A ciò è seguita la necessità di rispondere alla narrazione mediatica dell’evento, strumentalizzato da istituzioni, politici e associazioni, che si sono superati nel definire tutte le persone che lì vivono criminali, e invocando o promettendo un imminente sgombero.

Gli e le abitanti di Borgo Mezzanone vivono da sempre in un sistema di sfruttamento e abuso costante, costretti a vivere e lavorare nell’illegalità perché privati della possibilità di accedere ai documenti, di muoversi liberamente, di avere un contratto, o di affittare una casa ed obbligati a sistemarsi in abitazioni di fortuna, insalubri e pericolose. E’ infatti una triste costante il ripetersi di incendi e di incidenti vari, l’ultimo dei quali proprio ieri ha ferito alcune persone.
Se vivono qui non è per scelta.

Molti parlano degli abitanti di Borgo Mezzanone, ma qualcuno ha mai sentito la loro voce?
I loro volti sono stati oscurati per proteggerli da un sistema che li vuole muti e sottomessi

“Fate sapere a tutti che non siamo criminali”, che “veniamo qui per sopravvivere lavorando in campagna”, e che “non siamo qui per stuprare le persone o essere ladri e assassini”

Questo è quanto riportato dalla pagina Facebook Campagna in lotta. Il video è disponibile a questo link

STUPRO E OMICIDIO A SAN LORENZO: GLI ABITANTI DI BORGO MEZZANONE PRENDONO PAROLA

STUPRO E OMICIDIO A SAN LORENZO: GLI ABITANTI DI BORGO MEZZANONE PRENDONO PAROLA Dopo gli ultimi tragici fatti legati allo stupro e omicidio di Desirèe Mariottini a Roma, e la conseguente irruzione della polizia nell'insediamento vicino al Cara di Borgo Mezzanone (FG) alla ricerca di un sospetto, sono avvenute lunghe riflessioni e discussioni tra gli abitanti del luogo. Subito, i brutali e ingiustificabili crimini di Roma sono stati condannati categoricamente da tutti. A ciò è seguita la necessità di rispondere alla narrazione mediatica dell'evento, strumentalizzato da istituzioni, politici e associazioni, che si sono superati nel definire tutte le persone che lì vivono criminali, e invocando o promettendo un imminente sgombero.Gli e le abitanti di Borgo Mezzanone vivono da sempre in un sistema di sfruttamento e abuso costante, costretti a vivere e lavorare nell'illegalità perché privati della possibilità di accedere ai documenti, di muoversi liberamente, di avere un contratto, o di affittare una casa ed obbligati a sistemarsi in abitazioni di fortuna, insalubri e pericolose. E’ infatti una triste costante il ripetersi di incendi e di incidenti vari, l’ultimo dei quali proprio ieri ha ferito alcune persone.Se vivono qui non è per scelta. Molti parlano degli abitanti di Borgo Mezzanone, ma qualcuno ha mai sentito la loro voce?I loro volti sono stati oscurati per proteggerli da un sistema che li vuole muti e sottomessi

Pubblicato da Comitato Lavoratori delle Campagne su Mercoledì 31 ottobre 2018

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