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Malasanità e responsabilità medica: quanti casi in Italia

Sono purtroppo ancora tanti i casi di malasanità in Italia

Continuano ad essere tanti i casi di malasanità che si registrano in Italia; una piaga che da sempre si abbatta sul settore della salute nel nostro paese e che anzi negli ultimi anni è anche andata ad aumentare.

Per fornire qualche numero sul quale muoversi, si parla di  circa 300mila contenziosi pendenti per errore medico e quindi per casi di malasanità. La recente riforma Gelli in materia di responsabilità medica è andata ad arricchire la materia cercando di agevolare le procedure per la conciliazione tra medico e paziente. E si fa riferimento a tantissime casistiche, sia in campo terapeutico che in ambito diagnostico.

Ad essere coinvolte sono spesso e volentieri le stesse strutture, non soltanto il personale medico. Come muoversi in questi casi, quando ci si sente vittime di errori di malasanità? Ne parliamo con il portale Consulenza Legale Italia che offre un sevizio di avvocato per responsabilità medica.

“Sono ancora troppi i casi di malasanità che si registrano negli ospedali italiani. Quello che noi offriamo è un servizio di supporto dato che in questi casi non si può lasciare nulla all’improvvisazione. Spesso il paziente non è neanche a conoscenza di quelli che sono i suoi diritti o, in altri casi, ci si muove alle rinfusa senza sufficienti certezze sulla possibilità di mettere in essere  azioni risarcitorie contro la struttura sanitaria, i medici e le rispettive assicurazioni.”
Cosa si intende con responsabilità medica dal punto di vista giuridico?
“La responsabilità medica è stata inquadrata diversamente negli ultimi periodi. Fino a qualche tempo fa questa fattispecie era difficilmente inquadrabile. Oggi si tende a inserire la responsabilità medica e della struttura sanitaria nell’ambito della responsabilità contrattuale per quello che viene identificato come contatto sociale.”


Cosa significa?
“Che nei casi di malasanità il paziente deve soltanto, ora, avere l’onere i provare il contatto con la struttura in questione. Su quest’ultima incombe poi la prova di aver adempiuto al proprio obbligo di curare il paziente. Ecco, quello che all’apparenza potrebbe sembrare una questione esclusivamente burocratica è in realtà un vantaggio per il cittadino sia per gli oneri probatori che per i termini di prescrizione, che diventa di 10 anni.”


Cosa deve fare chi è vittima di casi di malasanità?
“Prima di tutto esiste un documento noto come carta dei diritti del malato cui si può fare riferimento per capire se si sta subendo un abuso o se i propri diritti siano stati in qualche modo lesi. È importante poi raccogliere tutta la documentazione, come cartelle cliniche; ricevute e scontrini riguardanti le prestazioni mediche; i referti; tutti gli altri documenti utili che certifichino il contatto tra paziente e struttura. Quindi rivolgersi ad un legale per intraprendere tutto l’iter di richiesta risarcimento.”

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