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L’ultimo saluto a Gianni Cicolella

Parenti, amici, colleghi giornalisti, rappresentanti istituzionali, politici, sindacali e gente comune per porgere l'ultimo saluto a Gianni Cicolella, venuto a mancare improvvisamente

Parenti, amici, colleghi giornalisti, rappresentanti istituzionali, politici, sindacali e gente comune per porgere l’ultimo saluto a Gianni Cicolella, venuto a mancare improvvisamente

«Noi non abbiamo parole che siano all’altezza di un evento così grave e importante come la morte. Il ricordo di Gianni suscita in noi il silenzio come linguaggio adeguato, che ha in sé un profondo potere di concentrazione e di semplificazione, di verità. Perché il dolore, la malattia, una dura prova così improvvisa? Dio si ammanta di silenzio e si rivela nel profondo del cuore aiutandoci ad entrare nel significato della morte. E noi, nel silenzio adorante, ci lasciamo avvolgere da una luce che sorprende e abbaglia, perché silenzio e fede si fecondano insieme». – ha dichiarato Mons. Pelvi che ha poi concluso dicendo – «Le nostre lacrime svelano un aspetto dell’anima e quasi la mettono a nudo. Esse consumano la loro vita fuori dal corpo e testimoniano all’esterno la più autentica interiorità. Che sono mai le parole dinanzi alla perdita di Gianni? Una lacrima le supera tutte in sapienza, esprimendo una miscela di stati d’animo contrastanti. La perdita di Gianni che tutti abbiamo amato non cancella il valore e l’intensità di ciò che si è costruito insieme. La morte non solo può essere detta a partire dalla vita: essa parla alla vita, per questo è così dolorosa. La morte di Gianni non si deve parlare se non ricordando la sua vita».

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