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Lucera: spaccio di stupefacenti, in manette 27enne di origini albanesi

Aveva trasformato la propria abitazione in una vero e proprio market della droga

LUCERA (FG).  Aveva trasformato la propria abitazione in una vero e proprio market della droga, dotandola di un impianto di videosorveglianza di ultima generazione per monitorare eventuali controlli delle Forze di Polizia e addirittura chiedendo una parola in codice ai clienti che lì si recavano per effettuare acquisti.

Tutti gli accorgimenti adottati non hanno però consentito a Romino DRINI, classe 1991, di origini albanesi, incensurato, di sfuggire all’attività repressiva posta in essere dai Carabinieri della Compagnia di Lucera, che lo hanno tratto in arresto nella serata di sabato scorso per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli uomini dell’Arma, venuti a conoscenza del fitto via vai dall’abitazione dell’uomo, hanno deciso di effettuare dei servizi di osservazione, notando effettivamente un intenso movimento di giovani che, una volta entrati nello stabile, si allontanavano repentinamente con fare guardingo.

Due ragazzi sono stati così fermati e sottoposti a controllo e ben presto sono giunte le conferme ai sospetti dei militari: entrambi, infatti, sono stati trovati in possesso di alcuni frammenti di hashish e per loro è scattata immediatamente la segnalazione alla Prefettura di Foggia.

I Carabinieri, scoperta pure l’esistenza di un impianto di videosorveglianza e di una sorta di parola d’ordine, si sono presentati in abiti civili presso l’abitazione del Drini che, sicuro di trovarsi di fronte gli ennesimi clienti e alla possibilità di incrementare il proprio giro di affari, ha aperto loro la porta senza alcuna remora, salvo poi scoprire l’amara sorpresa: i militari, una volta all’interno della casa, hanno subito svolto un’accurata perquisizione. Il 27enne è stato così trovato in possesso di 15 dosi di stupefacente del tipo cocaina e hashish, pronte per essere vendute, nonché tutta la strumentazione per il relativo confezionamento.

Il Drini è stato successivamente accompagnato presso la caserma di Via San Domenico per tutti gli adempimenti del caso e, alla luce delle evidenze raccolte, è stato dichiarato in stato di arresto.

L’arresto è stato convalidato in sede di giudizio direttissimo, svoltosi presso il Tribunale di Foggia.

 

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