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Isole Tremiti, teleconsulto a costo zero

In corso la trattativa per trovare soluzioni percorribili e sostenibili alla vertenza degli operatori sanitari del Servizio 118

 

Prosegue sulle Isole Tremiti la sperimentazione del Teleconsulto, il servizio di assistenza sanitaria a distanza basato sull’impiego di apparecchiature altamente avanzate che permettono di collegare in tempo reale il 118 dell’Isola San Domino con i Servizi Specialistici di Medicina e Urologia del “Tatarella” di Cerignola e di Ortopedia e Cardiologia del “Masselli Mascia” di San Severo.

A breve sarà, inoltre, avviata una attività sistematica di affiancamento ai medici del Servizio 118 per l’addestramento all’utilizzo delle apparecchiature.

Il servizio è stato avviato a carattere sperimentale, senza alcun costo per la ASL.

La sperimentazione, infatti, avviata per tre mesi a titolo gratuito, sta permettendo di testare, sino ad ora con successo, la capacità del ponte radio, attraverso il quale sono assicurate le radiocomunicazioni, di supportare tali innovative tecnologie nelle diverse condizioni di funzionamento.

Al termine della sperimentazione, verificata la tenuta del ponte radio ed espletata la relativa gara di appalto, il teleconsulto entrerà a regime e sarà implementato nell’ambito del più ampio progetto “Diomedee”. Un totale di € 3.600.000 di finanziamento CIPE (quindi, non a carico del bilancio regionale) finalizzato e vincolato all’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle isole minori e nelle località caratterizzate da particolari complessità morfologiche e conseguente difficoltà di accesso.

I finanziamenti, ad oggi non ancora utilizzati, sono destinati (come previsto dalle indicazioni ministeriali) ad implementare l’integrazione tra ospedale e territorio e la rete dell’emergenza-urgenza. Riservati all’esclusivo acquisto di infrastrutture e tecnologie informatiche, non possono essere impiegati per l’assunzione di risorse umane.

A tal proposito, in merito alla vertenza degli operatori sanitari del Servizio 118 delle Isole Tremiti, è bene precisare che il precedente gestore ha rinunciato al servizio per l’impossibilità di assumere tutti i quattordici volontari utilizzati sino ad allora in quanto obbligato a seguito di un controllo dell’ispettorato del lavoro.

Alla ASL è vietato remunerare un numero di ore superiore a quelle previste dallo standard regionale (656); per altro ciò produrrebbe danno erariale. Il nuovo gestore si trova nella stessa impossibilità di assumere tutti gli operatori in questione poiché la spesa da sostenere sarebbe nettamente superiore a quella rimborsata dalla ASL.

Una controversia piuttosto difficile da dirimere in quanto riguarda, in pratica, il rapporto contrattuale tra la nuova gestione del servizio e gli operatori i quali, a seguito della clausola di salvaguardia, rivendicano il diritto all’assunzione pur essendo in numero superiore a quello previsto dalle direttive regionali.

La Direzione, pur non essendo parte in causa nella controversia, si è attivata ed ha proposto alla Regione Puglia la possibilità di derogare allo standard previsto, in ragione della particolarità del servizio e del territorio su cui viene espletato.

Continua, pertanto, l’interlocuzione tra la Direzione Generale della ASL Foggia, la Presidenza della Regione Puglia, il Dipartimento regionale di Promozione della Salute e la prefettura di Foggia (che recentemente ha chiesto di essere aggiornato in merito) per cercare possibili soluzioni percorribili sul piano normativo e sostenibili su quello finanziario.

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