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Detenuti di Foggia produrranno confezioni per farmaci

Le confezioni di alcuni farmaci saranno fabbricate nel carcere di Foggia nell'ambito del progetto "In me non c’è che futuro", l'iniziativa per aiutare i detenuti a reinserirsi nel mondo del lavoro una volta espiata la condanna

Le confezioni di alcuni farmaci saranno fabbricate nel carcere di Foggia nell’ambito del progetto “In me non c’è che futuro“, l’iniziativa per aiutare i detenuti a reinserirsi nel mondo del lavoro una volta espiata la condanna: il progetto è organizzato alla «Farmalabor Farmacisti Associati» in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Casa Circondariale di Foggia.

Obiettivo riscatto sociale

Scopo dell’iniziativa è naturalmente quella di offrire ai detenuti una sorta di riscatto sociale offrendo loro una possibilità di lavoro: il progetto è nato dalla collaborazione tra l’azienda farmaceutica “Farmalabor srl”, il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per le regioni Puglia e Basilicata, la cooperativa sociale “Pietra di scarto” e l’istituto penitenziario foggiano.

Ai detenuti, oltre a restituire dignità personale e professionale, sarà concessa la possibilità di sviluppare in loco competenze legate alla produzione farmaceutica, strumento fondamentale per il reinserimento nel mercato del lavoro: dopo la fase iniziale mirata alla formazione tecnica, le risorse si dedicheranno all’allestimento di “packaging” farmaceutico in un locale predisposto all’interno del carcere.

I consumatori sapranno la provenienza

Una volta terminate le confezioni saranno contrassegnate con un apposito bollino, così da informare la clientela sull’iniziativa sociale e sensibilizzare l’opinione pubblica sul reinserimento dei detenuti nel mercato del lavoro. Il progetto è stato presentato durante la giornata di ieri con gli interventi di Carmelo Cantone, provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Puglia e Basilicata, Rosa Musicco, direttore della Casa Circondariale di Foggia, Pietro Fragrasso, presidente cooperativa sociale «Pietra di scarto» e Sergio Fontana, amministratore unico della Farmalabor srl.

Prodotti Farmalabor
Alcuni flaconi prodotti dalla Farmalabor, crediti: pack.farmalabor.it

40 anni di iniziative al carcere di Foggia

La casa circondariale di Foggia è il più grande penitenziario di Capitanata (l’unico a contenere una sezione femminile) e, quest’anno, compirà 40 anni: fu inaugurato nel 1978 quando sostituì la precedente struttura di piazza Sant’Eligio; il secondo più grande delle 11 carceri pugliesi per popolazione carceraria, dopo Lecce: mediamente infatti la struttura ha contenuto oltre 500 unità, nei primi anni duemila vi sono registrati anche picchi di 780 reclusi. Sul finire del 2017, dopo diversi decenni, i reclusi erano meno di 500.

La casa circondariale foggiana nonostante le sue problematiche, dal sovraffollamento alle carenze negli organici della polizia penitenziaria e degli educatori, si è sempre distinta per le numerose iniziative per aiutare i detenuti: tra le tante va ricordata quella in cui vennero portati cavalli e cani nella struttura per formare addestratori in vista della scarcerazione.

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