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Custodia cautelare in carcere dopo anni di aggressioni, minacce e danneggiamenti

Perseguitava il medico, ritenuto "responsabile" del suo licenziamento. Arrestato lo scorso 26 aprile, i Carabinieri gli notificano un'ordinanza di custodia cautelare in carcere

San Giovanni Rotondo: finalmente, dopo anni di aggressioni, minacce e danneggiamenti, i carabinieri di San Marco in Lamis notificano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Coco Michele

Nella tarda serata di sabato scorso i militari della Stazione Carabinieri di San Marco in Lamis, unitamente a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni Rotondo, al termine di un’articolata attività di indagine, consistita in numerose escussioni testimoniali e nella visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza di quel comune, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, arrestando COCO MICHELE, alias “bombarolo”, cinquantaduenne, residente a San Marco in Lamis, pregiudicato, ritenuto responsabile di atti persecutori e danneggiamento aggravato nei confronti di un noto medico del posto e dei suoi famigliari, mettendo di fatto fine ad una vera e propria “persecuzione”, che aveva gettato le vittime nel terrore e nello sconforto. La Procura della Repubblica di Foggia, sposando appieno le risultanze investigative dell’Arma, ha richiesto e ottenuto dal GIP il provvedimento cautelare più severo.

Il COCO, con precedenti di polizia anche per detenzione e fabbricazione di micidiali ordigni esplosivi, in passato era stato trovato in possesso di bottiglie incendiarie e di numerosissime armi bianche di fabbricazione artigianale e di genere proibito, e nel 2017 era anche già stato arrestato per aver dato alle fiamme numerose autovetture. Impiegato come infermiere all’ospedale di San Severo fino al 2010, a seguito del suo licenziamento per anni ha messo in atto nei confronti di colui che riteneva responsabile della perdita del posto di lavoro e della sua famiglia una serie di danneggiamenti, aggressioni e atti persecutori. L’episodio più grave risale proprio all’anno del licenziamento, quando il COCO aveva addirittura attentato alla vita del medico, venendo condannato nel marzo scorso a cinque anni di detenzione per tentato omicidio.

Con l’approssimarsi della sentenza, poi, nel dicembre dell’anno scorso, lo stesso aveva aggredito anche la moglie della vittima, colpendola e ferendola con un grosso sasso. Dopo aver più volte minacciato di morte i coniugi, il 30 marzo scorso aveva danneggiato la loro autovettura. Il giorno della sentenza il malvivente aveva addirittura minacciato di morte la controparte nelle aule del Tribunale. Il 2 febbraio scorso, inoltre, aveva danneggiato numerose autovetture, tutte appartenenti ad altri parenti della vittima, forandone gli pneumatici.

In ultimo, il 26 aprile scorso l’arrestato, recatosi presso l’abitazione della vittima, dopo aver nuovamente minacciato di morte la moglie di quest’ultimo, le aveva lanciato contro una mazza ferrata cercando di colpirla. Non si esclude che lo stesso possa essere l’autore di numerosi altri episodi di danneggiamento ed incendio che si sono consumati a San Marco in Lamis. Coco, al termine delle operazioni di rito, è stato condotto presso il carcere di Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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