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Cerignola: in manette un elemento di spicco del clan Taddone

L'uomo era sfuggito ai militari rifugiandosi nel quartiere San Samuele

Lo scorso 1° luglio RUBBIO ANTONIO, cl. ’90, pluripregiudicato di Cerignola, arrestato alcuni giorno fa insieme al suocera dal Nucleo Investigativo di Foggia per rapina e un tentativo di estorsione, fatti aggravati dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore, era stato notato alla guida di un ciclomotore dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del NORM della Compagnia di Cerignola, che gli avevano intimato l’alt. Il RUBBIO, invece di fermarsi, aveva tentato di investire il militare che gli aveva fatto il segnale e si era dato alla fuga.

Raggiunto sotto casa, ovvero nelle palazzine popolari del quartiere San Samuele, fortino del clan “Ditommaso”, noto anche come “Taddone”, di cui lo stesso è esponente apicale, aveva preso ad inveire contro i Carabinieri, ad offenderli e minacciarli, anche di morte, istigando le persone presenti ad ostacolarli, sottraendosi così all’arresto per resistenza.

I militari, infatti, per evitare che la situazione degenerasse, si erano al momento allontanati per poi, nei giorni successivi, tornare a una perquisirgli la casa. Anche in questa occasione il pregiudicato era andato in escandescenza, venendo quindi arrestato in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale. Nella serata di giovedi scorso, per la gravità dei fatti appena richiamati, non una novità in quel quartiere, è stata notificata al RUBBIO un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove comunque già si trovava, perché gravemente indiziato dei reati di resistenza a pubblico ufficiale ed istigazione a delinquere.

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