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Assenteismo al Comune di Foggia, il sindacato: «Contratto chiaro, in caso di condanna è licenziamento»

«Le norme contrattuali sono chiare – sottolinea il segretario dell'Ugl Foggia Gabriele Taranto - in caso di condanna c’è il licenziamento».

Tra scansafatiche camuffati alla meglio da lavoratori  e furbetti del cartellino, da Nord a Sud la ‘fannullopoli’ nel pubblico impiego rimarrebbe appannaggio degli impiegati garantiti. E’ l’impressione comune circolata tra i gruppi di cittadini ascoltati nell’ambito dell’inchiesta sociale trasmessa in diretta, mercoledì scorso 11 maggio, nell’arena televisiva ‘Dalla vostra parte’, programma di approfondimento quotidiano del Tg4 condotto da Paolo Del Debbio. Dalla città di Foggia, il corrispondente Alessio Fusco ha raccolto le testimonianze di sindacalisti e lavoratori dell’Ugl, a margine dell’ultima operazione di contrasto ai reati legati all’assenteismo. «Un fenomeno – è stato sottolineato durante il lancio in apertura dello speciale – che non conosce flessione, malgrado la grande attenzione di questo periodo».

Le indagini dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia partite circa un anno fa, dopo la denuncia del consigliere comunale Giuseppe Mainiero, si sono concluse con l’applicazione di 13  provvedimenti restrittivi e 7 sospensioni dal pubblico impiego nei confronti di dipendenti comunali accusati di truffa ai danni dello Stato con l’avvallo del dirigente dell’Ufficio Servizio Integrato Attività Economiche, ex Uma e Protezione Civile, sito in Viale Sant’Alfonso Maria De Liguori. Attività illecite legate alle timbrature fasulle fino a 10 badge per volta che, secondo i magistrati, gli impiegati facevano con sistematicità e reiterata disinvoltura. Procedimento penale da parte dell’Autorità Giudiziaria in corso, dunque, a cui vanno aggiunti i provvedimenti di sospensione dal servizio disposti per tutti e 20 i dipendenti dal dirigente del Servizio Personale del Comune di Foggia, oltre alla sospensione dal servizio e dall’incarico applicata al dirigente dirigenziale  per decreto dirigenziale.

«Difendiamo la dignità e il rispetto dei diritti sia nell’esercizio che nella tutela, così come condanniamo e prendiamo le distanze da ogni forma di abuso. Non ci sono vie di fughe o attenuanti per lavoratori che dimostrano palesemente di aggirare i propri doveri ripresi davanti una telecamera, e che danneggiano l’immagine della P.A. e dei lavoratori onesti». Così, il Segretario provinciale dell’Ugl Foggia, Gabriele Taranto, rispondendo alle domande poste in studio dal conduttore Del Debbio. «Non intendiamo difendere l’indifendibile – aggiunge Luigi Mariella, componente del direttivo della Segreteria regionale degli Enti locali – ma non accettiamo che si spari indistintamente nel mucchio danneggiando l’immagine dell’intera categoria dei lavoratori onesti».

«Le norme contrattuali sono chiare – sottolinea Gabriele Taranto -in caso di condanna c’è il licenziamento. Le azioni di contrasto e repressione dell’assenteismo da sole non bastano. Occorre orientare i propri sforzi nella direzione della prevenzione del fenomeno, operando attraverso gli strumenti sindacali della contrattazione decentrata con le amministrazioni pubbliche, e quella di secondo livello applicata ai dipendenti delle aziende private».

Per il sindacalista, l’assenteismo resta un fenomeno «complesso e multifattoriale. Stando all’ultimo report di medicina fiscale disponibile da gennaio 2016, e malgrado l’inasprimento delle sanzioni previste nei decreti attuativi della P.A. varate dal Consiglio dei Ministri – spiega Taranto – le assenze per malattia nel pubblico impiego continuano ad aumentare. Qualche dubbio sorge sulla efficacia delle misure proposte dal Governo».

In particolare, il Segretario si chiede se gli interventi messi in campo siano in realtà «solo di natura cosmetica e usati per spostare l’attenzione dai tagli lineari fatti in nome della spendig review, dal mancato rinnovo contrattuale, e dalla creazione di un livello di mobilità oneroso che non conosce precedenti. Credo si dovrebbe cominciare a ragionare in termini di incentivazione delle politiche di prevenzione dell’assenteismo sui luoghi di lavoro, attraverso percorsi condivisi e lo scambio di conoscenze tra Istituzioni, autorità politiche e parti sociali. In un contesto ambientale e culturale difficile come quello di Foggia –ricorda Gabriele Taranto – resta ancora troppo bassa la partecipazione dei lavoratori ai progetti di formazione specifici contro l’assenteismo. Fenomeno che spesso deriva da un cambiamento comportamentale sul posto di lavoro, e che per questa ragione  – conclude – andrebbe inteso come un segnale di avvertimento di un malessere più esteso e meno visibile».

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