Home»Cronaca»Aggressione vicepreside Murialdo, i docenti del Marconi sbottano: “Noi costretti a vivere in trincea”

Aggressione vicepreside Murialdo, i docenti del Marconi sbottano: “Noi costretti a vivere in trincea”

Categoria esposta a rischi, la rabbia dei docenti

Il barbaro pestaggio di cui è rimasto oggi vittima il collega Vicepreside della Scuola Secondaria di primo grado “L.Murialdo” di Foggia, una vera e propria aggressione vicepreside Murialdo, rende evidente i rischi costanti cui è esposta la nostra categoria, impegnata sempre e su più fronti nel suo difficile compito educativo, costretta a supplire spesso alle carenze del contesto familiare e sociale di riferimento.

Leggi anche: Istruzione, presentato al Liceo Marconi il percorso biomedico

Nell’esprimere la totale, piena ed incondizionata solidarietà al collega, di cui ci è nota la professionalità, la disponibilità e la dedizione con la quale svolge quotidianamente il suo ruolo di docente e di vicepreside – dedizione che lo ha reso un costante punto di riferimento per colleghi del suo istituto e non – ci preme sottolineare come la nostra professione, spesso vituperata da un’opinione pubblica che non ne conosce o ne misconosce le difficoltà ed i meriti, sia costantemente sottoposta a rischi inimmaginabili in una società civile, soprattutto se si considerano le circostanze dei fatti accaduti.

Aggressione vicepreside Murialdo: la rabbia dei docenti

Senza entrare nel merito di una vicenda dei cui sviluppi si occuperà la magistratura nelle sedi opportune, ci preme sottolineare come sia inammissibile che un docente possa essere aggredito da un genitore, sul luogo di lavoro, di fronte ad altri genitori e cosa ancora più grave ad alunni cui il solo assistere ad episodi di violenza può causare effetti traumatici.

Leggi anche: Diploma in 4 anni, c’è anche il Marconi di Foggia

Come sia potuto accadere un fatto di tale gravità, come si è detto, non sta a noi appurarlo; fatto sta che è accaduto ciò che non sarebbe mai dovuto accadere in un luogo che tutti dovrebbero sentire come un luogo sicuro, dove crescere in serenità ed armonia, dove sviluppare appieno le proprie potenzialità di educatori e di discenti.

Un segno molto grave di una situazione di degrado sociale e culturale purtroppo accaduto nella nostra città, in una scuola che peraltro brilla per iniziative e proposte a livello formativo e didattico e che non meritava di essere deturpata da un gesto violento ed assurdo come questo. Al collega il nostro più vivo augurio di tornare presto a svolgere quel ruolo che ha saputo incarnare pienamente, rendendoci fieri di essere stati al suo fianco in così tante occasioni. I docenti del Liceo Scientifico “G.Marconi” di Foggia

Leggi anche: Olimpiadi di Matematica, Marconi Foggia vola a Cesenatico

Per rimanere aggiornato su questo argomento segui la redazione di Foggia Reporter anche su Facebook, Twitter e Instagram 
0
Condivisioni
Pinterest Google+

Nessun commento

Lascia un commento

Articolo precedente

Carnevale di Manfredonia: tutto pronto per l'arrivo di Diletta Leotta

Articolo successivo

Cera: "Vogliamo creare un'Italia efficiente, innovativa, produttiva"