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Crisi di governo: Conte attacca Salvini citando Federico II di Svevia

Crisi di governo: uno scontro a colpi di citazioni

Ieri pomeriggio l’Italia ha assistito al lungo discorso del premier foggiano Giuseppe Conte che, dopo un duro scontro in Senato, ha deciso di dimettersi.

Giuseppe Conte non usa molti giri di parole nel bollare Matteo Salvini come “irresponsabile” per aver aperto una crisi di governo esclusivamente per suoi “interessi personali e di partito”.

Tante le accuse del foggiano nel ripercorrere i lunghi mesi di lavoro. “I comportamenti del ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale”, ha esclamato Conte.

E ha aggiunto: “Hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri”.

Tante le citazioni utilizzate da Conte, l’ormai ex presidente del Consiglio durante il suo discorso di ieri a Palazzo Madama, una fra tutte ha catturato l’attenzione dei tanti telespettatori.

Rivolgendosi a Matteo Salvini, Conte ha detto: “Tu che ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste, permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia”.

Per argomentare il suo pensiero sull’azione del leader leghista Conte fa appello a un grande sovrano, l’imperatore Federico II di Svevia, le sui tracce sono ancora oggi visibili in Capitanata, nella sua terra.

Conte cita, quindi, lo Stupor Mundi, secondo cui “quantunque la nostra maestà sia svincolata da ogni legge, non si leva tuttavia essa al di sopra del giudizio della ragione, che è la madre del diritto”.

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Pubblicato da
Annarita Correra